23 settembre 2019

Esteri

Storia di Luis, morto nell'attacco alle Torri Gemelle

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Sono passati 18 anni dall'attacco dell'11 settembre. E tra le storie che 'Time' ha scelto di ricordare c'è quella di un membro dello staff del 'Windows of the World', il 'ristorante più alto del mondo', in cima alla Torre Nord del World Trade Center. Una storia raccontata da Tom Roston, autore de "The Most Spectacular Restaurant in the World: The Twin Towers, Windows on the World, and the Rebirth of New York".

 

Luis Alfonso Chimbo era nato e cresciuto a Cuenca, in Ecuador, dove aveva conosciuto la futura moglie Ana Soria, sposata nel 1988. Poi si era trasferito a New York, dove aveva lavorato per un paio di anni prima di tornare a prendere Ana per portarla con sé negli Stati Uniti. Si erano installati a Queens con il loro bambino, lui lavorava come cameriere nei ristoranti intorno a Rockefeller Center ma cercava di meglio.

 

Poi un amico lo aveva aiutato a compiere la svolta, trovandogli un lavoro al Windows of the world, un primo passo in direzione del sogno suo e della moglie di aprire un giorno un ristorante tutto loro.

 

Nel 2001 Luis era stato promosso ad un incarico manageriale. Poi nel mese di agosto la moglie era stata male e lui era rimasto a casa per accudirla, scegliendo di rientrare al lavoro l'11 settembre. Alle cinque del mattino di quel giorno, Luis si era alzato, per uscire di casa mezz'ora più tardi. Gli abiti e la borsa li aveva preparati meticolosamente la sera prima, come faceva sempre. Dello staff del Windows on the World facevano parte oltre 400 dipendenti, tra cui diversi immigrati provenienti da più di una ventina di paesi. Una decina di loro, tra cui Luis, erano privi di documenti. L'11 settembre è stato uno dei 73 membri dello staff rimasti uccisi, assieme a sei operai di una ditta che stava effettuando dei lavori nel ristorante e 91 clienti.

 

Ana si trovava negli Stati Uniti illegalmente e nei primi giorni dopo la tragedia aveva paura a muoversi per chiedere aiuto per sé e il figlio di 12 anni. "Avevo paura perché pensavo che forse non avevo diritto agli aiuti perché non era il mio paese". Poi si è fatta forza e gli aiuti, anche economici, sono arrivati. Nel 2007 si è iscritta ad un corso di cucina, per realizzare in parte il sogno suo e di Luis e anche per dimostrare a se stessa che "può esserci vita dopo quanto è successo". Nel 2016 grazie all'insistenza della sua legale ha finalmente ottenuto la Green Card. Vive a New York con il figlio, fotografo.

 

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