18 luglio 2019

Conegliano

Stop Unesco alle colline del Prosecco? "Lo sapevamo, troppi pesticidi"

Ma non è tutto: secondo gli ambientasti i motivi economici prevalgono su quelli culturali

Roberto Silvestrin | commenti |

CONEGLIANO - Troppa chimica, troppa poca cultura, troppo poco rispetto per l’ambiente ed un percorso non condiviso. Sarebbero questi, secondo gli ambientalisti Michele Boato (Ecoistituto del Veneto), Giancarlo Gazzola e Toio de Savorgnani (Mountain Wilderness) i motivi che avrebbero spinto l’Unesco a stoppare la candidatura delle colline del Prosecco.

 

“Il dato più significativo, non espresso esplicitamente ma che traspare chiaro tra le righe, è che l’Unesco riconoscerebbe che nelle colline del Prosecco viene usata troppa chimica” dichiarano gli ambientalisti in una nota congiunta.

 

Uno stop, quello alla candidatura a patrimonio dell’umanità, che i tre “si aspettavano”, anche per un altro motivo: la prevalenza delle motivazioni economiche su quelle culturali.

 

“L’aspetto culturale è messo in ombra da quello economico, che è troppo prevalente, anzi, la fa da padrone, ma l’Unesco non è un’agenzia turistica, né un organizzazione economica, quindi non può avvallare un riconoscimento solo per fare una pubblicità planetaria ad attività commerciali” dichiarano i portavoce.

 

Si fa sentire ancora, quindi, la ben nota battaglia sociale sui pesticidi, e cresce “l’opposizione di chi si trova nuvole di fitofarmaci sulla propria casa o sulle scuole dei propri figli, o nell’impossibilità di percorrere le colline per mesi all’anno senza avere ripercussioni sulla salute”.

 

Il conflitto tra ambientalisti e produttori si fa sempre più duro, e anche politicizzato, come rilevano dai comitati “green”: “Una situazione sempre più conflittuale che l’Unesco non può certo avvallare, nel senso che se qualcosa non cambierà in tempi brevi le nostre colline non diventeranno patrimonio dell’umanità.

 

Purtroppo la questione del Prosecco si è politicizzata, diventando quasi un test a favore o contro chi sta governando il Veneto”. Questo non significa però che gli ambientalisti siano contro il riconoscimento di un’ente così importante. Anzi, sperano che vada a buon fine, ma con dei cambiamenti importanti.

 

“Mancare il riconoscimento Unesco sarebbe una perdita – chiarisce de Savorgnani – Ma l’egoismo dei produttori non deve prevalere. Deve esserci un ridimensionamento”.

 



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Roberto Silvestrin

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