SINDACI A MILANO PER IL PATTO DI STABILITÀ
La protesta di Roberto Zanchetta (Ponte di Piave)
Ponte di Piave – Sindaci a Milano per il Patto di stabilità.
Il sindaco di Ponte di Piave Roberto Zanchetta (nella foto) sbotta: «Quando lo scorso anno è stato scritto il “nuovo” Patto di Stabilità e Crescita, la sua bandiera è stata la “meritocrazia” - il cui piatto forte sono i “premi” per chi centra gli obiettivi.
Non nego che l’idea abbia avuto del geniale, consistendo nel proposito dichiarato di distribuire fra i Sindaci con i conti in ordine una somma pari al 70% dei mancati risparmi dei loro colleghi fuori Patto. In sintesi: se i “cattivi” mancano gli obiettivi di 100 milioni, 70 finiscono nelle tasche dei cosiddetti “buoni”.
Mi sono reso conto che tanto ingegno è sfumato alla prova dei fatti, come è emerso dall’elenco dei “Comuni virtuosi” stilato dal Ministero dell’Economia: Palermo, ad esempio, è finito sulle cronache dei giornali per i 140 milioni partiti da Roma per la voragine nei conti della sua municipalizzata - l’AMIA - ma è stato ugualmente “premiato” dal Ministero dell’Economia per circa 1,6 milioni! Per parte sua, anche Catania è finita sulla liste dei “top” proprio laddove gli stessi Consiglieri comunali del Capoluogo stanno cominciando a pagarsi un’assicurazione per evitare guai qualora la Corte dei Conti decidesse, d’impeto, di andare a controllare da vicino i motivi di un dissesto continuo nel bilancio.
In molti Comuni del Nord Italia, sono andate le solite briciole nonostante sia costantemente certificata la correttezza dei nostri bilanci, l’assenza dello status di enti dissestati et similia.
Mi chiedo (e chiedo al Ministero) dove stia e quale sia il discrimine che dovrebbe razionalmente individuare la “virtuosità” di un Ente Locale: l’attitudine allo scialacquo ovvero la certosina e rigorosa attenzione alla verifica quotidiana dei conti?
Faccio ciò pensando che il faticoso frutto del virtuosismo del Comune di Ponte di Piave si è tradotto nell’erogazione di circa 41.000 euro.
Nel pieno, pertanto, di questa continua battaglia contro i mulini a vento - ed in attesa dell’ennesima ri-formulazione del Patto, molti colleghi hanno già pensato di “spedire” letteralmente i propri creditori alle Banche, facendosi artefici dell’unica soluzione idonea per arrivare rispettoso del Patto alla fine dell’anno.
Soluzione riassumibile nei seguenti termini: ciò che il Comune non può pagare subito sarà la banca a pagarlo (con interessi, però, gravanti sui creditori, e quindi sulle aziende che a loro volta si rivarranno sui loro già stressati lavoratori).
Il Comune si limiterà a certificare la liquidità ed esigibilità del credito vantato dai propri appaltatori, al fine di consentirne la cessione “pro - soluto” a favore della Banca.
I pagamenti attesi da tempo però non potranno essere ottenuti prima del 2010: soluzione davvero triste! Il perchè è presto detto: imprese che hanno già fatturato i loro lavori - nell’attesa dei pagamenti - saranno costrette a mettere alle porte i loro dipendenti (già magari in cassa integrazione).
Queste imprese non avranno altra via che ricorrere alle Banche - pagandone lauti oneri finanziari - quando, in realtà, potrebbero tranquillamente farsi pagare da Comuni sicuramente non in dissesto.
Ecco il paradosso - ancora una volta tutto italiano - dei Comuni veramente virtuosi e dei Comuni “virtuosi” solo sulla carta ma vicini al dissesto, come Catania e Palermo. Sullo sfondo di un dogma, il dogma, dell’”immodificabilità” dei soldi complessivi: come a dire che Tremonti non vuole sentirci piagnucolare ma pretende quel mutismo e rassegnazione che sempre meno oggi - noi Sindaci - siamo disposti ad accettare.
Il fatto che, alla fine della fiera, sia lui a ricevere il premio quale miglior ministro delle finanze europeo, a noi pare davvero una beffa».
Ponte di Piave e il Patto di Stabilità
Ponte di Piave e il Patto di Stabilità
Il Sindaco Zanchetta ha sollecitato il Prefetto a promuovere un incontro fra i Sindaci ed i Parlamentari della Provincia sulla possibile revisione del patto di stabilità che limita pesantemente le possibilità di spesa dei comuni.
Il contributo di Zanchetta a queste iniziative potrebbe essere utile soprattutto per suggerire cosa non fare , sulla base dell’esperienza, per affrontare correttamente il problema.
* Per cercare di eludere il patto di stabilità Zanchetta ha infatti diviso in due parti il progetto della nuova biblioteca vicino alle scuole elementari
* Sempre per eludere il Patto di Stabilità ha progettato il nuovo palazzetto dello sport del costo di oltre tre milioni di euro oltre al valore imprecisato del terreno pubblico, in pieno centro urbano, mediante “Leasing“. Il procedimento,anche se formalmente legittimo, non eviterà ai contribuenti di Ponte di Piave il pagamento di un’opera rilevante, mentre il Sindaco protesta per la mancanza di fondi per far fronte alla corrente amministrazione del comune.
E’ bene che i Comuni invitati sappiano come questi interventi costituiscono dei veri boomerang per le loro già scarse risorse finanziarie.




25/04/2012
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