22 settembre 2019

Cronaca

Si finge bimba su Whatsapp e abusa di tre bambine minacciandole di uccidere i genitori

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Adescava le bambine con un falso profilo su Whatsapp per abusarne. Un uomo di 50 anni di Lodi si fingeva una coetanea delle vittime, di nome Giulia, per entrare in contatto con le minori e costringerle ad avere rapporti sessuali con lui. Gli abusi sono durati per oltre tre anni, dal 2015 al 2018, nei confronti di tre bambine che all'epoca del primo contatto con l'uomo avevano un'età compresa tra gli 11 e i 13 anni.

 

L'uomo, incensurato e disoccupato, soffriva di disturbi psichici, viveva con la sua famiglia d'origine e per le vittime e le loro famiglie era un semplice vicino di casa. Il suo modo di agire era sempre lo stesso: inizialmente, tramite il falso profilo, si fingeva un'amica delle ragazzine, introducendo temi di comune interesse come la passione per i gattini, per poi minacciare di morte genitori, amici e parenti delle vittime se non avessero obbedito ai suoi ordini.

 

Tra le disposizioni impartite dal personaggio virtuale c'era l'obbligo di avere rapporti sessuali quasi quotidiani con il 50enne e con le altre bambine, e di filmarsi e fotografarsi durante gli atti. L'uomo era riuscito a convincere le bambine di essere anche lui una vittima dei ricatti dell'immaginaria Giulia, arrivando a simularne il suicidio quando le ragazzine avevano cominciato a dubitare della sua esistenza, creando poi un nuovo personaggio, che avrebbe dovuto essere la sorella di Giulia, per continuare le vessazioni nei confronti delle bambine.  Il 50enne aveva anche convinto le ragazzine di essere vittime di maledizioni ad opera di una maga, costringendole a presunti riti di purificazione con latte e creme, riprendendo gli atti con telecamere nascoste all'interno di casa sua.

 

A fine gennaio 2019 l'uomo ha pubblicato per sbaglio sul suo profilo Instagram una foto di una delle ragazze, in esecuzione di una minaccia nei suoi confronti. Alcune amiche della vittima hanno riconosciuto la ragazzina nella foto, che l'ha poi mostrata ad un'insegnante, confidandosi con lei.

 

La scuola ha avvertito le famiglie che hanno sporto denuncia nei confronti del pedofilo. L'uomo, ora in carcere a Milano, deve rispondere delle accuse di violenza sessuale, sostituzione di persona, corruzione di minori, produzione e detenzione di materiale pornografico. Continuano le indagini per verificare se ci fossero altre eventuali vittime.

 

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