SEQUESTRATE 3.150 BOTTIGLIE DI FALSO PROSECCO DOC
Frode fermata dall'Ispettorato di Conegliano
CONEGLIANO - Il primo tentativo distorto di sfruttare il successo del Prosecco è stato quando l’oro delle colline trevigiane è stato “confinato” in lattina. Poi l’indice di gradimento del biondo nettare trevigiano ha continuato a salire e i tentativi di cavalcare l’onda di tale successo anche illegalmente sono anch’essi proporzionalmente aumentati.
L’Ispettorato Centrale per la tutela della qualità e repressione frodi agroalimentari di Conegliano ha sequestrato una partita di 3.150 bottiglie di falso prosecco doc presso una ditta di Verona; procedendo al contempo a fermare la produzione e l’ etichettatura di un vino frizzante bianco che del prosecco aveva solo un’etichetta ammiccante.
«In questo caso i grafici, sfruttando il marchio registrato di una ditta veronese, hanno costruito ad arte un’etichetta che sicuramente trae in inganno un consumatore inesperto» spiega Gianluca Fregolent, direttore dell’Icqrf coneglianese.
Grazie al dialogo instaurato con gli imprenditori, la direzione dell’Icqrf dispone di una stretta rete di collaborazione sul territorio che permette di tutelare i consumatori e anche gli imprenditori onesti.
«Pur trattandosi di un vino Igt Veneto pare evidente la volontà di giocare sull’equivoco soprattutto se si pensa che il vino è essenzialmente destinato a paesi esteri – prosegue Fregolent - Il distributore del prodotto infatti è uno dei più importanti intermediari per le vendite di vino italiano alla GDO della Germania dove, da aprile ad oggi, risultano essere state inviate circa 200.000 bottiglie così etichettate».
«Mi permetto di ripetere un richiamo ai buyer internazionali – conclude Fregolent - guardando solo ai prezzi non possono pensare di aver fatto l’affare, anzi in alcuni casi si potrebbe pensare più ad un atteggiamento di complicità».
Elisa Giraud





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