12 novembre 2019

Vittorio Veneto

Scottà pensa ai "poveri": "Diamogli le bottiglie sequestrate in aeroporto"

L'idea dell'eurodeputato per aiutare le famiglie in difficoltà

Stefania De Bastiani | commenti | (15) |

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VITTORIO VENETO - La disoccupazione avanza, tocca livelli mai raggiunti. Una famiglia su tre non riesce ad arrivare a fine mese. Gli asili si svuotano: chi riesce a pagare le rette? I negozi chiudono: nessuno compra. E in questo clima di crisi e desolazione, all'eurodeputato Giancarlo Scottà (in foto) viene un'idea.

L'ex sindaco leghista di Vittorio Veneto, che fa spesso la spola tra Treviso e Bruxelles sui voli Ryan Air deve aver buttato l'occhio sui cestini delle immondizie che, all'aeroporto, precedono i punti di controllo. Deve aver notato la moltitudine di bottigliette semi-vuote che riempiono i grandi sacchi (i liquidi, in aereo, non possono essere imbarcati). E, durante le settimanali attese, dev'essersi chiesto: "Quanta gente può dissetare tutta questa acqua?".

 

Scottà non solo si è posto la domanda, ma l'ha rivolta a tutta la Commissione Europea, presentando un'interrogazione, in cui chiede: "Dove finiscono quelle bevande?" E propone: "Diamole ai poveri". Per l'onorevole leghista i prodotti sequestrati potrebbero essere smistati tra la popolazione dei meno abbienti, invece che essere buttati nelle scoazze. E, di questo, dovrebbe occuparsi l'Ue.

"Ho chiesto all’Esecutivo Ue, - scrive l’eurodeputato sulla sua pagina web - se esistono, anche se non concordate ufficialmente a livello europeo, procedure comuni per la gestione di tali prodotti da parte degli organismi di sicurezza aeroportuale e se si intende procedere ad armonizzare i sistemi di gestione di questi prodotti, anche con l’obiettivo di garantire la piena trasparenza dei sistemi di sicurezza". "Ė avvilente - commenta inoltre Scottà-  che vengano cestinati prodotti perfettamente utilizzabili, tra cui bevande, cibi semisolidi, prodotti cosmetici e tanti altri ancora, quando vi sono milioni di persone disagiate e meno abbienti che ne avrebbero bisogno e alle quali potrebbero essere donati attraverso degli accordi, regolati dalla Ue, tra gli aeroporti e gli organismi di volontariato".

 

Insomma, i prodotti che - in quanto potenzialmente pericolosi - non possono essere portati ad alta quota, a detta di Scottà sarebbero (previ opportuni controlli) un valido aiuto per chi non arriva a fine mese, per chi non riesce a pagare le rette dell'asilo, il riscaldamento, l'acqua. “L'Ue eviti inutili sprechi di prodotti utili ai meno abbienti” è il solidale appello di Scottà. Appello che l'eurodeputato tratterà in parlamento europeo. Sorseggiando prosecco, e gustando tartine con pesce e caviale (stuzzichino d'obbligo, a Bruxelles, dopo ogni incontro, assemblea o conferenza che si rispetti).

 



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Stefania De Bastiani

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