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27 giugno 2019

Treviso

Schede elettorali e tagliando antifrode: cosa devi sapere prima del voto

Davide Bellacicco | commenti |

TREVISO- Le nuove schede elettorali saranno dotate di un “tagliando antifrode”. Si tratta di una misura introdotta con la nuova legge elettorale con la quale il legislatore ha modificato anche le disposizioni del Dpr 361/1957, al fine di limitare il rischio di frodi elettorali e di voto di scambio.

In concreto è una appendice removibile della scheda stessa sulla quale il sabato prima della chiamata alle urne gli scrutatori apporranno delle etichette adesive con un numero in serie.

 

A chi domenica si recherà ai seggi, sarà consegnata la scheda, come sempre aperta, e dotata di tale aggiunta. È importante che l’elettore, dopo aver votato, richiuda la scheda non distaccando il tagliando, cosa che non renderebbe possibile la controprova del Presidente di Seggio.

Infatti, una volta riconsegnata la scheda votata, il Presidente dovrà chiedere agli scrutatori di verificare che quel codice corrisponda al codice registrato nelle liste di sezione insieme al numero di documento di identità e di tessera elettorale all’ingresso, al momento dell’identificazione dell’elettore e della consegna della scheda. Solo in caso di esito favorevole, il Presidente provvederà personalmente a imbucare le schede nelle rispettive urne.

 

Taluni hanno avanzato l’ipotesi che il voto sia reso così riconoscibile: si tratta di una notizia falsa, dal momento che, ricevuta la scheda votata ed effettuata la controprova, gli scrutatori rimuoveranno il tagliando con il codice univoco e lo inseriranno in due apposite buste, una per la Camera ed una per il Senato insieme agli altri. In questo modo la scheda tornerà totalmente anonima.

 

È bene sottolineare che, per quanto riguarda la consegna della scheda al Presidente, non si tratta di una novità, malgrado in questi giorni si stiano diffondendo molte fake news in materia, ingenerate dalle pose dei leader politici offerte da sempre ai fotografi all’atto di inserire la scheda nell’urna: da sempre chi procede a tale adempimento deve essere il Presidente, generalmente onde evitare che schede ripiegate in modo errato (e quindi riconoscibile, cosa che ne determinerebbe la nullità) vengano introdotte nei box; tuttavia, generalmente, la regola è applicata in maniera elastica, sicché è esperienza comune l’aver introdotto a volte la scheda personalmente.

Il punto è che questa volta in gioco c’è la riconoscibilità della propria scheda con conseguente nullità del voto, qualora tutte le operazioni di rimozione del tagliando non si siano concluse, senza contare il rischio che, nella concitazione del momento, l’elettore possa inserire la scheda nell’urna errata (altra ipotesi di nullità), ragione per la quale questa volta i Presidenti applicheranno la normativa in modo più intransigente. Alla luce di ciò, è vivamente consigliato lasciare tali adempimenti al Presidente, evitando di tentare di provvedere personalmente.

 

Vedi anche...

 

Come funziona il Rosatellum Bis, la nuova legge elettorale

 

Elezioni: come si vota La scheda elettorale e le nuove regole

 



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