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"SERVE UNA SANITA' PIU' VICINA AI CITTADINI"

Lo chiede la categoria dei pensionati della Cisl impegnata negli incontri annuali con Ulss e Comuni
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Treviso - Serve un sistema sanitario più vicino ai cittadini. La chiede la categoria dei pensionati della Cisl di Treviso che in queste settimane stanno incontrando i sindaci dei Comuni della Marca e le Ulss per programmare attività che diano servizi migliori, in primis viene richiesta una rete di prenotazioni Comune alle tre Ulss.

Per non parlare, poi, della riduzione delle liste di attesa. Sono molteplici le richieste che la Fnp-Cisl, , assieme alla Cisl di Treviso, sta sottoponendo ai sindaci dei Comuni trevigiani e ai dirigenti delle tre Ulss per cercare di offrire servizi sempre migliori ai cittadini. “Molto è stato fatto – spiega Gianni Bortolato, segretario generale Fnp-Cisl Treviso – ma tanti nodi restano ancora da sciogliere.

Le Ulss trevigiane hanno infatti adempiuto alle disposizioni regionali che prevedevano l’istituzione di almeno due Utap (unità territoriali di assistenza primaria) per singola Ulss. Dobbiamo però rilevare che non siamo ancora in presenza di vere e proprie Utap, ma si tratta di forme aggregate di medici di base con obiettivi semplici come una maggiore apertura del servizio a 10-12 ore giornaliere”.

Il sindacalista sostiene di aver fatto presente da subito che non era sufficiente aver definito limitati obiettivi senza prima averne discusso con i cittadini e le loro rappresentanze. Resta poi difficile la situazione relativa alle liste d’attesa.

“I dati periodicamente forniti dalle Ulss – prosegue Bortolato – parlano di una situazione sotto controllo con la maggior parte delle prestazioni che rientrano nei tempi massimi di attesa previsti dalle disposizioni regionali. Permangono tuttavia alcune grosse criticità nell’area della medicina nucleare, della fisiokinesiterapia, della ginecologia che devono trovare soluzioni sia attraverso un rafforzamento dell’offerta sia con una maggiore e migliore selezione della domanda in una più efficiente e innovata medicina di base”.

Altra richiesta è l’istituzione di Cup, Centro unico prenotazioni, a livello provinciale per allargare le possibilità di accesso alle prestazione e l’istituzione o il potenziamento di un servizio trasporti sia interno che esterno alla propria Ulss soprattutto per i cittadini in condizioni economiche o fisiche svantaggiate”. Ma soprattutto, urge, la costituzione di uno sportello unico socio sanitario in aiuto alle famiglie.

“E’ indispensabile – prosegue Bortolato - uno sportello unico integrato che colleghi in rete tra loro tutti gli sportelli istituzionali a livello distrettuale rivolti agli utenti e soprattutto a sostengo delle famiglie che si trovano a dover fare le pratiche (cosiddetta scheda Svama) per ricoverare propri familiari non autosufficienti in strutture protette.

Questo collegamento in rete – lamenta il sindacato - tarda ad essere attivo perché le tre aziende sanitarie trevigiane lavorano con sistemi informativi diversi che frenano il raggiungimento di questo indispensabile obiettivo. Si chiede, inoltre, il ripristino dei gruppi di lavoro sulla qualità delle prestazioni, che erano composti da Comuni, Ulss e parti sociali e che hanno funzionato per un periodo nelle Ulss 7 e 8, per poi essere accantonati.

Autore: laurat
Data di pubblicazione: 08-02-2010
Data ultima modifica: 08-02-2010

Cosa dicono i lettori

Anonimo // 09/02/2010 12:02
Detto dai pensionati CISL è

Detto dai pensionati CISL è veramente segno di disperazione disperata.Prima Bonanni deve cominciare ad ammalarsi per cominciare a capire se prima non ha avuto il coerente premio per il suo commercio di posti di lavoro in meno.Serve prima di tutto una SANITA'!

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