15 ottobre 2019

Benessere

Salute: malattie valvole cardiache, 95% italiani 'over 60' non le conosce.

AdnKronos | commenti |

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Roma, 13 set. (AdnKronos Salute) - Le malattie delle valvole cardiache sono poco conosciute e 'trascurate': il 95% degli italiani 'over 60' non ha sentito parlare di questa patologia e solo 2 persone su 100 ritengono siano malattie di cui preoccuparsi, nonostante la loro prognosi sfavorevole se non curate. E' la fotografia, presentata oggi a Roma al ministero della Salute da Cuore Italia, che fa parte dell'organizzazione internazionale del Global Heart Hub, per promuovere la 'Settimana Europea sulle Malattie delle Valvole Cardiache' - dal 16 al 22 settembre - con l'obiettivo di aumentare la conoscenza e la consapevolezza su queste malattie. Le malattie delle valvole cardiache riguardano oltre 1 milione di italiani, in particolar modo la fascia di popolazione con più di 65 anni di età.

"Le malattie delle valvole cardiache sono arrivare all’attenzione del grande pubblico - ricorda Cuore Italia - solo quando hanno colpito personaggi famosi, come è stato qualche anno fa per Silvio Berlusconi o per il più recente caso di Mick Jagger colpito da stenosi aortica. Forse anche per tale motivo solo 5 italiani su 100 conoscono questa malattia valvolare, una delle forme più comuni che causa un restringimento della valvola aortica. Il dato emerge da un’indagine internazionale commissionata all’istituto di ricerca britannico Opinion Matters".

"Purtroppo, le malattie valvolari cardiache sono quasi del tutto ignorate dalla popolazione. Forse accade perché colpiscono persone soprattutto anziane, che tuttavia sono ancora nel pieno dell’attività e la cui qualità di vita viene gravemente compromessa da queste malattie che potrebbero essere individuate, diagnosticate e curate facilmente. Perciò è importante promuovere iniziative di sensibilizzazione per aumentare la consapevolezza sia della cittadinanza sia delle Istituzioni", spiega Roberto Messina, presidente Cuore Italia.

"Il tema delle malattie valvolari cardiache deve essere affrontato mettendo a disposizione specialisti cardiologi negli ambulatori pubblici per quel milione di italiani che ne soffrono, agevolando specialmente la fascia più debole della popolazione, quella over 65, garantendo specialisti di prossimità nel territorio che lavorano in squadra con i medici di medicina generale e i medici ospedalieri", afferma Antonio Magi, segretario generale del Sumai Assoprof (Sindacato unico medicina ambulatoriale italiana e professionalità dell’area sanitaria), il più rappresentativo degli specialisti ambulatoriali italiani.

La 'Settimana Europea sulle malattie delle valvole cardiache', alla sua seconda edizione, è promossa dalle principali organizzazioni europee di tutela dei diritti dei malati cardiopatici, le associazioni Cuore Italia, la francese Alliance du Coeur, la britannica Heart Valve Voice, l’Irlandese Croi, la spagnola Aepovac, l’olandese Hart Volgers, che da quest’anno sono riunite nel comitato di pazienti per le malattie delle valvole cardiache del Global Heart Hub, l’alleanza globale delle associazioni di pazienti con malattie cardiache.

Un altro dato che emerge dalla ricerca realizzata da Opinion Matters è che, sia in Italia sia in Europa, le persone non ritengono che ci sia da preoccuparsi di queste malattie. Infatti, se tumori e morbo di Alzheimer sono gli spauracchi, indicati come le malattie più temute rispettivamente nel 28% e il 26% dei casi, solo 2 persone su 100 pensano che le malattie delle valvole cardiache siano patologie di cui preoccuparsi. "Questo dato è forse il più allarmante. Oltre a non conoscere queste malattie e i loro sintomi, le persone non sembrano neanche esserne particolarmente interessate o preoccupate, nonostante le forme più gravi possano portare a morte nel giro di 2-3 anni", commenta Gennaro Santoro, primario cardiologo interventista, docente Scuola Superiore S. Anna di Pisa. "Senza creare però allarmismi - aggiunge - è necessario sottolineare che, se diagnosticate tempestivamente, possono essere curate e, con le cure adeguate, si può riacquistare un’ottima qualità di vita".

A seconda della gravità, i trattamenti variano da quello farmacologico alla cardiochirurgia. "Una valvola cardiaca danneggiata può essere riparata oppure sostituita con un intervento cardiochirurgico, la cui tecnica è andata via via migliorando negli anni con la messa a punto di procedure minimamente invasive, sino alla più recente Tavi, un intervento per sostituire la valvola aortica senza aprire il cuore consentendo di trattare anche persone non indicate per la cardiochirurgia", spiega Pierluigi Stefano, direttore della Cardiochirurgia dell'azienda ospedaliera fiorentina di Careggi.

 



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