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27 luglio 2017

Risarcimento alle vittime del terrorismo

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Avv. Luigi Maschio | commenti |

SE UN CITTADINO ITALIANO MUORE A SEGUITO DI UN ATTENTATO TERRORISTICO VIENE RISARCITO DALLO STATO ITALIANO?

Questa volta ho il piacere di parlare di una situazione che mi ha dato ancora una volta la possibilità di mettere a disposizione la mia professionalità per alleviare gli esiti di una disgrazia.

Come dimenticare, infatti, i drammatici avvenimenti di Dacca del 1 luglio di quest’anno dove sono morte molte persone tra cui anche 7 connazionali…

A seguito dei terribili fatti terroristici, ho avuto il piacere di conoscere ed assistere la Signora Vania per far ottenere e sua figlia, la piccola Eleonora di appena 6 anni, un aiuto dallo Stato a seguito della scomparsa del padre, l’imprenditore Marco Tondat, tragicamente assassinato dai terroristi a Dacca.

Lo Stato, in casi come questo, prevede la possibilità di ottenere un sostegno economico per i familiari delle vittime di terrorismo.

Con riferimento a tale ambito, quindi, occorre fare riferimento in primo luogo alla Legge n°302 del 20.10.1990 e successive modifiche con la quale il legislatore ha dettato le “Norme a favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata”.

Anche con Legge n°407 del 23.11.1998 “Nuove norme in favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata” il legislatore ha introdotto ulteriori benefici per le vittime del terrorismo e dei loro familiari, quali, ad esempio la previsione di un vitalizio esente dall’imposta sui redditi e la possibilità di ottenere delle borse di studio.

Con la Legge n°206 del 3 agosto 2004 e successive modificazioni, il legislatore ha ulteriormente ampliato i benefici economici, previdenziali e fiscali a vantaggio dei cittadini italiani vittime di stragi e di atti di terrorismo posti in essere sia sul territorio nazionale sia estero, nonché per i familiari di queste.

Altre modifiche sono state apportate con la legge di stabilità per il 2015 (Legge n°190 del 23.12.2014).

La domanda per ottenere i benefici riconosciuti alle vittime di terrorismo e ai loro familiari, deve essere presentata presso la Prefettura della Provincia in cui si è verificato l’evento terroristico o in quella di residenza della vittima, oppure se residenti all’estero al consolato del luogo di residenza.

Il Prefetto o il Console dovranno poi acquisire gli elementi utili del caso (a titolo esemplificativo, si pensi alle informative, ai rapporti, agli atti processuali, ai verbali delle Commissioni Mediche) al fine di accertare la sussistenza o meno dei requisiti richiesti dalle summenzionate leggi per decidere se accogliere o meno la domanda.

Nel caso della piccola Eleonora, in meno di 4 mesi, il Ministero dell’Interno, per il tramite della Prefettura di Treviso, ha accolto le richieste da me formulate ed ha elargito a favore di quest’ultima un vitalizio oltre ad una serie di altri benefici quali, ad esempio, esenzione dai ticket sanitari, borse di studio, diritto al collocamento obbligatorio con precedenza rispetto ad ogni altra categoria di soggetti, e con preferenza a parità di titoli. Chiaramente tutto questo non potrà mai riempire il vuoto lasciato dalla perdita del papà, ma almeno sarà d’aiuto alla piccola Eleonora per i prossimi anni.



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