17 settembre 2019

Castelfranco

Rimuoveva i cadaveri da camere a gas, cittadinanza onoraria ad Enrico Vanzini

È stato uno degli ultimi testimoni diretti dell'Olocausto che più volte ha incontrato gli studenti di Vedelago

commenti |

olocausto

VEDELAGO - È l'ultimo italiano vivente ad essere stato costretto a lavorare in un Sonderkommando, l'unità di prigionieri dei lager che si occupavano della rimozione dei cadaveri dalle camere a gas nel campo di concentramento di Dachau, fortunosamente scampato alla stessa fine.

Enrico Vanzini ha trovato il coraggio di parlare di questa sua terribile vicenda solo a sessant'anni da quei fatti e da allora non ha più smesso per ricordare soprattutto alle giovani generazioni quello che è stato l'Olocausto, perchè mai sia dimenticato. 

Per questo motivo, il consiglio comunale di Vedelago ha deciso di consegnargli la cittadinanza italiana, anche in riferimento ai suoi incontri con i ragazzi delle scuole medie vedelaghesi e la cittadinanza, l'ultimo avvenuto proprio quest'anno. 

 

Nato a Fagnano Olona (VA) nel 1922 e ora residente a Santa Croce Bigolina (PD), Enrico Vanzini era stato chiamato alle armi nell'ottobre 1941 e mandato come artigliere semplice alla Campagna di Grecia. Fu catturato dai nazisti il 19 settembre 1943, deportato in Germania e condannato ai lavori forzati a Ingolstadt. A seguito dei bombardamenti alleati sulla città tedesca, riusci a scappare ma poco dopo fu nuovamente arrestato e portato a Buchenwald. Venne condannato a morte, ma riuscì a dimostrare, con l'aiuto di un ufficiale della Wehrmacht , che non era fuggito, ma lasciato in balia degli eventi dopo il bombardamento.

La pena di morte venne commutata in internamento presso il campo di concentramento di Dachau, dove rimane fino alla liberazione avvenuta il 29 aprile 1945, addetto alle operazioni del Sonderkommando. La “prassi” prevedeva che a loro volta anche gli addetti al Sonderkommando dovessero seguire lo stesso destino degli altri internati, ovvero l'eliminazione. Per questo ne sono sopravvissuti pochissimi: tra gli italiani, lui e Shlomo Venezia, scomparso nel 2012. 

 

“Enrico Vanzini – ha detto l' assessore alla cultura Denisse Braccio nel motivare la cittadinanza onoraria – ha trovato dopo sessant'anni il coraggio di raccontare l'Olocausto e da allora non ha più smesso. La sua testimonianza è stata ascoltata da sale gremite e ammutolite dalla commozione, da intere scolaresche colpite dalle parole semplici ma tremende di questo novantenne che ha reso presente e vivido ciò che i ragazzi avevano letto solo sui libri. Dal 2010 offre la sua testimonianza in occasione della Giornata della Memoria anche ai ragazzi della Scuola Secondaria di Vedelago e, in quest'anno, anche alla cittadinanza. Il 27 gennaio 2013 per questa sua opera di testimone da ex internato presso le scuole di ogni ordine e grado e nelle università, ha ricevuto al Quirinale dal presidente Napolitano la Medaglia d'Onore del Governo. La testimonianza di Enrico Vanzini è stata raccolta anche nel documentario “Dachau Baracca 8 numero 123343” prodotto dall'Associazione Marca Trevigiana e diretto da Roberto Brumat, piu volte trasmesso da Rai Storia”.  Il consiglio ha approvato all'unamità sottolineando con un applauso questa scelta. 

 

“Rendiamo onore ad una persona speciale concedendo per la prima volta a memoria d'uomo la cittadinanza onoraria del nostro comune a Enrico Vanzini – dichiara il sindaco Cristina Andretta – Lo facciamo nei giorni in cui si ricorda la fine della tragedia della Seconda Guerra Mondiale perchè le sue parole siano sempre un monito a noi e alle giovani generazioni, perchè nulla venga dimenticato”.  

 

Leggi altre notizie di Castelfranco

Commenta questo articolo


Leggi altre notizie di Castelfranco

Dello stesso argomento

immagine della news

06/05/2014

Due settimane a Dachau

Enrico Vanzini, 91 anni, a San Polo racconta gli orrori del lager, dove perse 50 chili

immagine della news

27/01/2012

LA NOTTE DELLA MEMORIA

A 16 anni, Remigio Stiletto è stato deportato nei campi di sterminio di Mauthausen e di Flossenburg. Ci racconta la sua storia.

vedi tutti i blog

Grazie per averci inviato la tua notizia

×