16 luglio 2019

Vittorio Veneto

"Quel vigneto vicino all'asilo è, al momento, un abuso": il sindaco Miatto incontra i genitori, pronti ad un esposto in Procura

Il primo cittadino prenderà contatti anche con la proprietà del terreno

Roberto Silvestrin | commenti |

VITTORIO VENETO - “Al momento quel vigneto è, di fatto, un abuso. Bisognerà vedere se la sentenza definitiva sarà dello stesso avviso”. Parola del sindaco Antonio Miatto, che questa mattina ha incontrato i genitori dell’asilo di San Giacomo. Secondo il primo cittadino si tratterebbe di un impianto abusivo perché “al momento il Tar rileva che in zona F ci devono essere delle convenzioni per piantare un vigneto”.

 

Il 13 giugno proprio il Tar aveva emesso un’ordinanza cautelare alla luce del ricorso – presentato dalla proprietà – contro gli atti varati dal comune vittoriese. La delibera di giunta 1/2019 e 79/2019 erano state, in sostanza, dichiarate legittime dal tribunale, che non aveva ravvisato vizi di incompetenza o violazioni di legge.

 

Si tratta dei provvedimenti che ribadiscono l’obbligo di una convenzione con il comune per un vigneto in zona F e del ripristino dello stato dei luoghi in assenza di convenzione con il comune. Sembra che la volontà del sindaco Miatto sia quella di seguire la via dell’accordo tra le parti: “Bisogna che tutti stiano bene anche psicologicamente, e non solo legalmente. Bisogna cercare una posizione condivisa”, ha dichiarato Miatto.

 

Altrimenti? “Altrimenti mi atterrò alle disposizioni di legge e alle sentenze”, ha risposto il sindaco. Che ora prenderà contatti anche con la proprietà del terreno, dopo aver iniziato a dialogare con gli altri 15 comuni con cui Vittorio Veneto condivide il regolamento di polizia rurale. Miatto vuole che si rivedano le regole che disciplinano le distanze dai luoghi sensibili, arrivando a una norma generale.

 

"Ora le strade percorribili, a nostro avviso, sono due: o l'amministrazione procede con l'espianto, come ordinato dal giudice del Tar, o la proprietà firma col comune una convenzione rigida ed ispirata alla delibera di giunta dello scorso gennaio, che prevede il mantenimento del carattere pubblicistico della zona F - commentano i genitori -. Quello che non possiamo più accettare è che la proprietà continui ad ignorare la legge, compresa l'ordinanza del giudice del Tar. Ieri sera, 18 giugno, infatti, due trattori sono entrati a bagnare il vigneto, anche nella zona F, ed oggi pomeriggio hanno in programma di effettuare l'ennesimo trattamento sulle barbatelle, come comunicato dal cartello di avviso apposto ieri sul terreno. È per questo motivo che non possiamo fidarci e non è ammissibile fare sconti a chi continua ad avere un comportamento tanto sfrontato e contrario alla legge. Per questo fatichiamo a comprendere come l'amministrazione non sia intenzionata a procedere con il ripristino della zona F, per il timore, quasi infondato, che il Tar a gennaio ribalti la prima ordinanza ed imponga un ipotetico risarcimento danni. Ormai, infatti, è chiaro che vigneto ed asilo insieme non possono convivere, come detto più volte in campagna elettorale dallo stesso Toni Miatto".

 

Questi, secondo i genitori, i punti fermi per una convenzione “seria e accettabile per la zona F: devono essere piantate solo barbatelle piwi, che necessitano di quasi nessun trattamento, come confermato da chi le coltiva da tempo, nemmeno quest'anno nonostante la primavera rovinosamente piovosa; biologico certificato su tutto il vigneto, non solo nella zona F, per non intaccare la certificazione in tale area; vigneto sociale sullo stile del Brolo, o quantomeno coinvolgendo un'associazione vittoriese, e organizzando almeno quattro manifestazioni all'anno aperte alla cittadinanza, per rispettare il carattere pubblicistico di tale zona; previsione di sanzioni chiare, nero su bianco, qualora non adempissero alla convenzione”.

 

"O verranno incluse queste clausole nella convenzione, o noi continueremo la nostra mobilitazione - assicurano i genitori -, pronti a presentare un esposto alla Procura su quanto sta accadendo ormai da mesi a pochi passi dall'asilo dei nostri figli. È ora che tutte le istituzioni si muovano e si assumano le proprie responsabilità, compreso il presidente della Regione Luca Zaia, a cui domani chiederemo un nuovo incontro e che aveva auspicato l'utilizzo delle barbatelle resistenti già agli albori di tutta questa vicenda, definita "tremenda" qualche giorno fa da Sandro Cinquetti, direttore del dipartimento di igiene e sanità pubblica dell'Ulss 2".

 



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Roberto Silvestrin

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