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11 dicembre 2017

Valdobbiadene Pieve di Soligo

LA PROVINCIA RIBADISCE IL SUO “NO” ALLA DIGA SUL PIAVE

Muraro: «Convertiamo invece le cave dismesse in serbatoi di ‘laminazione’ delle piene»

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SERNAGLIA DELLA BATTAGLIA – La provincia di Treviso ribadisce il suo “no” alla realizzazione di una diga sul fiume Piave, tra Falzè e il Montello, progetto che per nelle ultime settimane è risorto e che permetterebbe di salvare la bassa trevigiana e il veneziano dal rischio idrogeologico in caso di abbondanti piogge legato al fiume sacro alla patria.

Dal canto suo il presidente Leonardo Muraro, che nel 2001 era assessore provinciale all’ambiente ai tempi del primo “no” dell’ente al progetto, propone oggi altri tipi di interventi per andare incontro alle esigenze idrauliche del territorio. «Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, una bibbia per la pianificazione del territorio futuro, indica altre soluzioni – ricorda Muraro - come ad esempio la conversione delle cave dismesse in serbatoi di ‘laminazione’ delle piene».

Nel luglio 2001 il consiglio provinciale si era espresso con voto unanime contro il progetto della diga, ritornato oggi attuale con la rinascita del comitato anti-diga.

«Le criticità del Piave sono ben note da tempo ed è evidente che l’azione di mitigazione del rischio idraulico deve concentrarsi sulla riduzione dei valori di portata liquida che mettono a rischio Ponte di Piave nei momenti di grande emergenza - ribadisce fermamente Muraro – Eppure questa improcrastinabile emergenza non implica necessariamente la diga di Falzè. E questo lo ho più volte ribadito in diversi consessi, come nel consiglio provinciale di luglio 2001».

 

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Le numerose rettifiche attuate con i notevoli asporti di inerti in molti tratti dell'alveo del fiume Piave hanno contribuito a rendere poco controllabile lo scorrimento delle acque lungo il suo corso, in caso di piene importanti.

In caso di piena, come si è potuto constatare in questi ultimi anni, con rapidità le acque si accumulano nella sacca di Ponte di Piave creando imponenti volumi che invadono le sue golene mettendo a nudo la fragilità dei manufatti di difesa. Questi andrebbero verificati e rinforzati con sollecitudine come è stato fatto sul Livenza a Motta.
Troppo grande è attualmente il rischio che incombe su Ponte di Ponte di Piave e paesi a valle.

Importanti fenomeni erosivi in atto sulle rive d'alveo del Piave all'altezza di Ponte di Piave, evidenziano come sia indispensabile individuare e adottare finalmente strategie efficaci al fine di contenere l'irruenza del fiume che, in questo tratto, si dimostra particolarmente "nervoso".

Per fiumi simili al nostro si è affrontato positivamente il problema del contenimento dei picchi delle piene critiche, distribuendo e contenendo opportunamente le acque lungo tutto il corso mediano del fiume con briglie e barriere formate da idonee alberature, disposte opportunamente a pettine, con la funzione di rallentare e imbrigliare l'irruenza del fiume.
Il contributo complessivo di queste "tante piccole dighe" risulterebbe equivalente alle grandi e costose opere proposte.

La manutenzione attenta e continua, fondamentale con una scelta come quella che proponiamo, permetterebbe un controllo efficace del fiume , senza impatti negativi, offrirebbe risorse e pur qualche opportunità di lavoro alle comunità rivierasche, in armonia con il proprio fiume.

http://ponte2000.blogspot.com/

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Le numerose rettifiche attuate con notevoli asporti di inerti e disboscamenti in molti tratti dell'alveo del fiume Piave hanno contribuito a rendere poco controllabile lo scorrimento delle acque lungo il suo corso, in caso di piene importanti.

In caso di piena, come si è potuto constatare in questi ultimi anni, con rapidità le acque si accumulano nella sacca di Ponte di Piave creando imponenti volumi che invadono le sue golene mettendo a nudo la fragilità dei manufatti di difesa. Questi andrebbero verificati e rinforzati con sollecitudine come è stato fatto sul Livenza a Motta.
Troppo grande è attualmente il rischio che incombe su Ponte di Ponte di Piave e paesi a valle.

Importanti fenomeni erosivi in atto sulle rive d'alveo del Piave all'altezza di Ponte di Piave, evidenziano come sia indispensabile individuare e adottare finalmente strategie efficaci al fine di contenere l'irruenza del fiume che, in questo tratto, si dimostra particolarmente "nervoso".

Per fiumi simili al nostro si è affrontato positivamente il problema del contenimento dei picchi delle piene critiche, distribuendo e contenendo opportunamente le acque lungo tutto il corso mediano del fiume con briglie e barriere formate da idonee alberature, disposte opportunamente a pettine, con la funzione di rallentare e controllare opportunamente l'irruenza del fiume.
Il contributo complessivo di queste "tante piccole dighe" risulterebbe equivalente alle grandi e costose opere proposte.
La manutenzione attenta e continua, fondamentale in una scelta come quella che proponiamo, permetterebbe un controllo efficace del fiume , senza impatti negativi, offrirebbe risorse e pur qualche opportunità di lavoro alle comunità rivierasche, in armonia con il proprio fiume.

Ponte2000
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