17 agosto 2019

Valdobbiadene Pieve di Soligo

Protesta contro il nuovo vigneto al posto del bosco: "Venga anche Zaia"

L'invito del consigliere regionale Pd Zanoni

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MIANE - “Visto che Zaia e Bottacin sono grandi sostenitori dell’area Unesco-Colline del Prosecco, mi aspetto di trovarli domani a Premaor di Miane alla manifestazione contro il disboscamento organizzata dai residenti. O che, almeno, la appoggino pubblicamente”.

 

È l’esplicito invito del consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni rivolto al governatore e all’assessore all’Ambiente a proposito dell’iniziativa in programma domani, giovedì primo agosto, alle 19 a Premaor di Miane, promossa da un gruppo di genitori per protestare contro l’abbattimento degli alberi per far posto ad un vigneto nella ‘core zone’ del Patrimonio dell’Umanità Unesco Colline del Prosecco.

 

“Do per scontata la loro adesione, poiché hanno disconosciuto la paternità del disboscamento, dando la colpa agli uffici e alla Soprintendenza, dicendo che la Regione Veneto non c’entra nulla. Vengano ad ascoltare le ragioni dei residenti, che da decenni abitavano in una cornice naturale a ridosso di un bosco ricco di biodiversità e adesso dovranno convivere con un vigneto di Prosecco al confine e con le derive dei pesticidi nei cortili dove giocano con i loro bambini”, sottolinea il vicepresidente della commissione ambiente.

 

“È una protesta sacrosanta, eppure ho saputo dagli organizzatori di alcune telefonate da parte del Comune non molto promettenti. Spero non ci sia alcun intoppo per la manifestazione, regolarmente autorizzata dalla Questura di Treviso. Mi appello all’assessore Bottacin: visto che è da poco convolato a nozze con l’onorevole Angela Colmellere, sindaco di Miane per due mandati e in sella fino all’altro mese, si faccia garante affinché questa iniziativa possa svolgersi senza problemi”.

 

"Il Comitato Marcia Stop Pesticidi fa appello a tutti i cittadini, e a tutto il movimento che si batte per un'agricoltura ecologica senza pesticidi di sintesi a partecipare con le proprie bandiere e con i propri striscioni - dichiara il comitato attraverso una nota -. Abbattere un bosco oggi, con un pianeta che si avvia al punto di non ritorno del riscaldamento globale, è provocare un danno ecologico, se non proprio un misfatto. Abbatterlo per “fabbricare” vigneti industriali significa provocarne due! Al danno climatico si aggiungono i danni alla salute e all'ambiente provocati dai trattamenti con pesticidi".

 

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