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25 giugno 2019

Esteri

"Programmati per rallentarsi", la Francia fa causa alla Apple

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La giustizia francese ha aperto un'inchiesta sulla Apple e, in particolare, sulla "obsolescenza programmata" dei dispositivi della casa di Cupertino che subirebbero una riduzione programmata delle prestazioni e della propria durata. La decisione della procura di Parigi fa seguito all'iniziativa di un'associazione, Halte a l'obsolescence programmée (Hop), che ha portato la vicenda all'attenzione dell'autorità giudiziaria.

 

Simili class action eranoi già state avviate negli Stati Uniti, e anche in Italia si è pensato di adire le vie legali contro l'azienda di Cupertino. Nel mirino dei consumatori è il caso degli iPhone più vecchi 'rallentati'. Non è raro che l'iPhone dopo qualche tempo diventi più lento. Il caso, dibattuto su Reddit, aveva portato alcuni utenti a concludere che dipendesse dalla batteria. Il polverone si è alzato quando la Apple ha confermato quello che milioni di utenti in tutto il mondo hanno potuto sperimentare direttamente: poiché "le batterie agli ioni di litio perdono capacità di rispondere ai picchi di corrente quando sono al freddo, hanno poca carica o sono vecchie" e ciò "può portare all'inatteso spegnimento dell'apparecchio per proteggere i suoi componenti". "Lo scorso anno - spiega la Apple - abbiamo rilasciato una funzionalità per iPhone 6, iPhone 6s e iPhone SE per limitare i picchi istantanei ai casi strettamente necessari, in modo da evitare lo spegnimento improvviso quando si verificano queste condizioni".

 

In pratica, Apple per motivi di sicurezza è andata a diminuire le prestazioni degli iPhone che presentavano una batteria fin troppo consumata. Insomma, nelle intenzioni dell'azienda di Cupertino non ci sarebbe quella di spingere gli utenti a comprare uno smartphone nuovo ma solo quello di evitare spegnimenti improvvisi. Il fatto è che il cambio della batteria, sebbene costoso, non è paragonabile a quello dell'acquisto di un nuovo telefono.

 

Apple ha agito in modo "ingannevole, immorale e non etico" rallentando "le velocità delle prestazioni di iPhone 5, iPhone 6 e iPhone 7", si legge in una delle cause avviate negli States. Le cause si fondano sul sospetto di pratiche commerciali ingannevoli. In sostanza, i consumatori accusano la Apple di aver intenzionalmente rallentato gli smartphone per indurre gli utenti ad acquistare nuovi telefoni.

 

Ora anche in Italia il Codacons si sta muovendo, annunciando un esposto alla Procura della Repubblica di Roma e all’Antitrust e minacciando una class action nel caso in cui siano accertate condotte illecite.  "Abbiamo deciso di rivolgerci alla magistratura e all’Antitrust affinché siano verificate anche in Italia eventuali pratiche commerciali scorrette da parte della Apple – spiega il Codacons – Se realmente i vecchi iPhone sono stati deliberatamente rallentati per modificare le scelte economiche degli utenti e spingerli ad acquistare il nuovo modello della Apple, ci troveremmo di fronte ad un palese illecito che potrebbe addirittura configurare il reato di truffa, con un danno evidente per i consumatori". "Per tale motivo chiediamo alla Procura e all’Antitrust di accertare se il fenomeno dei telefonini rallentati riguardi anche gli Iphone venduti in Italia e, in caso di accertate irregolarità, il Codacons promuoverà nel nostro paese una class action contro la Apple" conclude l’associazione.

 

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