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22 settembre 2017

Oderzo Motta

Profughi a Ponte di Piave

Da sabato mattina sono ospitati in un'abitazione privata di Busco. Ne arriveranno altri due. La rabbia di sindaco e assessore

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l'abitazione di Busco che ospita gli immigrati

PONTE DI PIAVE - Al momento sono cinque uomini ma arriveranno a un totale di sette. Sono arrivati a Ponte di Piave, e per la precisione nella frazione di Busco.

"Ho ricevuto la telefonata alle 21,20 di venerdì sera, a meno di dodici ore dal loro arrivo", ha raccontato il sindaco del paese, Paola Roma.

“Non mi è dato conoscere l’età, se non solo quando l’ente gestore registrerà all’anagrafe la convivenza e nemmeno avere contatti con l’ente gestore, ma solo con la Prefettura, così mi hanno riferito dagli uffici della Prefettura. Si tratta di un macigno fatto cadere dall’alto, proprio in un momento in cui il Governo invita a maggior equilibrio nelle politiche di accoglienza”.

“Alloggeranno nell’appartamento messo a disposizione da un privato (nella foto) nella frazione di Busco che conta poco più di trecento abitanti.

Ho già scritto sabato alla Prefettura per poter essere autorizzata ad accedere quanto prima e rimango in attesa di loro risposta», ha concluso il sindaco.

Dura la posizione dell’assessore alla sicurezza e segretario della sezione Lega nord di Ponte di Piave Stefano Picco, che se li trova proprio davanti casa: “E’ evidente la totale mancanza di responsabilità anche da parte del privato che ha deciso di accoglierli.

Quest’ultimo non si è nemmeno premurato, date le circostanze, di avvertire l’Amministrazione comunale della loro intenzione- e commenta Picco - c’è chi si spende per la comunità per mantenere tradizioni e decoro e chi invece lucra sulla pelle dei cittadini imponendogli una forzata convivenza.

Fa specie, che proprio gli stessi proprietari, alle scorse amministrative si erano candidati per amministrare questo Comune, mi viene da pensare cosa sarebbe successo se fossero stati eletti? Avremmo un Comune pieno di tendopoli e brandine”.
 

 

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