18/10/2018parz nuvoloso

19/10/2018quasi sereno

20/10/2018quasi sereno

18 ottobre 2018

Mogliano

"Pressione intollerabile, devo tutto alla sensibilità di una poliziotta"

L'ha raccontato Elisa Venturini, sindaca della cittadina padovana di Casalserugo, relativamente all'arresto dello stalker di Monastier

commenti |

stalker

MONASTIER - Nei giorni dell'alluvione nel padovano, che aveva coinvolto nel 2010 le famiglie di 800 concittadini, aveva battuto i pugni sul tavolo chiedendo al premier Silvio Berlusconi l'aiuto per gestire l'emergenza.

Oggi Elisa Venturini, 39 anni, sindaco rieletto di Casalserugo (Padova) per il centrodestra con l'85% dei consensi, ringrazia quelle stesse istituzioni per averla liberata da un incubo ancor più personale: uno stalker che per tre anni ha reso la sua vita un autentico incubo. Un molestatore nascosto nell'ombra che ogni settimana le ha inviato messaggi attraverso la mail del Comune e poi si è fatto via via più pressante con regali, messaggi hard e lettere deliranti con tanto di effige di Dracula.

Oggi il persecutore, L.F., 50 anni di Monastier, è agli arresti domiciliari su disposizione della Procura di Padova perchè perquisendo la sua abitazione in cerca di materiale utile alle indagini è stata scoperta una pistola con la matricola abrasa. Dalla sua casa, condivisa con la madre 90enne, gli investigatori hanno recuperato anche un computer e chiavette usb.

"Per tre anni ho sentito addosso a me una pressione intollerabile - racconta rispondendo direttamente dal telefono della sua stanza in municipio - ma ho scelto di non farmi condizionare".

Fondamentale, spiega, è stato trovare da parte delle forze dell'ordine un interlocutore attento al problema. "La svolta nella mia vicenda - conferma - è avvenuta quando il caso è stato preso in mano da Livia Moro, una poliziotta dell'Anticrimine.

Ha avuto la giusta sensibilità e mi ha fatto capire che lo Stato era al mio fianco". Anche perchè nel frattempo le 'attenzioni' dello stalker erano diventate sempre più soffocanti.

Prima i messaggi sui social, poi vari regali indesiderati, infine le foto ritagliate e ritoccate che la ritraevano in occasioni pubbliche. E tante frasi dai contenuti hard. Uno stillicidio continuo, al punto che il sindaco si è deciso a non aprire più i plichi e a consegnarli direttamente nelle mani degli investigatori.

 

Bisogna denunciare  perchè è l'unico modo per mettere la parola fine a queste situazioni


Un anno e mezzo è stato speso dai poliziotti solo per riuscire a risalire a Franceschi grazie all'indirizzo email di Google da cui sono partite le frasi deliranti.

"Forse mi avrà conosciuta per la mia attività politica - ipotizza Venturini - ma non ha mai cercato di incontrarmi. Certo con l'avvento dei social la situazione è peggiorata, si è creato un clima generale che non favorisce il rispetto delle donne".

Il sindaco resta convinto, comunque, che la strada per ogni vittima resti una sola. "Bisogna denunciare - conclude - perchè è l'unico modo per mettere la parola fine a queste situazioni". (Ansa)

 

Qui la notizia dell'arresto

 

Leggi altre notizie di Mogliano

Commenta questo articolo


Leggi altre notizie di Mogliano

Dello stesso argomento

vedi tutti i blog

In Edicola

copertina del giornale in edicola

Il Quindicinale n.944

Anno XXXVII n° 18 / 18 ottobre 2018

UNA FAMIGLIA SPECIALE

La famiglia speciale di Susanna e Tarcisio, che hanno accolto in casa Lucio e Antonio, gemelli cerebrolesi, Linda, neonata disabile, Eleonora, Manuela e Marco, facendoli diventare loro figli. Nonostante ne avessero già quattro…

archivio numeri

Grazie per averci inviato la tua notizia

×