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20 ottobre 2017

Mogliano

Premio Berto, ecco i finalisti

Una cinquantina le opere prime pervenute, tutte di narrativa, com’è peculiarità del Premio che, in nome dello scrittore “veneto-calabrese”, festeggia il suo primo quarto di secolo

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La cinquina finalista del Premio Berto 2017

MOGLIANO - Giulia Caminito, con La Grande A, Giunti, Nicola De Cilia, con Uno scandalo bianco, Rubbettino, Andrea Inglese, con Parigi è un desiderio, Ponte alle Grazie, Francesca Manfredi, con Un buon posto dove stare, La nave di Teseo e Athos Zontini, Orfanzia, Bompiani. E’ questa la cinquina dei finalisti selezionata dalla Giuria del Premio Letterario Giuseppe Berto (nella foto) per l’edizione 2017.

Gli scritti. Una cinquantina le opere prime pervenute, tutte di narrativa, com’è peculiarità del Premio Berto che, in nome dello scrittore “veneto-calabrese”, festeggia il suo primo quarto di secolo mantenendo invariata la sua formula di premio riservato esclusivamente a scrittori esordienti, conservando quel ruolo di scopritore di talenti letterari italiani iniziato nel 1988. Presenti tutte le più importanti case editrici italiane, affiancate dal vivace mondo degli editori medio-piccoli.

La Giuria che ha valutato le opere in concorso è presieduta da Antonio D’Orrico, critico e giornalista del Corriere della Sera, e formata da Cristina Benussi, Università di Trieste, Enza Del Tedesco, Università di Trieste, Giuseppe Lupo, Università Cattolica del Sacro Cuore Milano e scrittore, Laura Pariani, scrittrice, Stefano Salis, critico e giornalista del Sole 24 Ore e Alessandro Zaccuri, critico, scrittore e giornalista dell’Avvenire.

La dichiarazione. “Quest’anno al Premio hanno concorso opere caratterizzate da una ricca varietà di richiami culturali – ha commentato Antonio D’Orrico, presidente della Giuria –. Nel complesso elevata la qualità della produzione letteraria ricevuta, con un ampio divario nella formazione degli esordienti: dalle vocazioni solitarie che sfociano in età matura, agli allievi di scuole di scrittura, con un denominatore comune che è il grande investimento sul lavoro della scrittura.

Frequente in alcune opere è il percorso di rivedere e indagare ancora sulla storia d’Italia recente, cercando ora di capirla, con gli strumenti dell’indagine letteraria. Così come è presente la dimensione favolosa del mondo coloniale. Finalmente in Italia si comincia a parlare di questo periodo, riuscendo ad avere un rapporto rappacificato con una parte di storia per anni sepolta, il tutto forse favorito anche dall’immigrazione che nel processo del succedersi delle generazioni porta a flussi in direzioni opposte. La globalizzazione indubbiamente aiuta la libertà geografica immaginativa che si respira in più opere. Molto forte l’elemento femminile dei libri in concorso, attestato anche dalla presenza di due autrici nella cinquina che abbiamo selezionato.”

La conclusione. Il vincitore sarà proclamato nel corso della finale che si svolgerà sabato 8 luglio in Piazzetta del Teatro a Mogliano Veneto. Al vincitore andrà un premio in denaro di 5.000 euro. L’ultima edizione, svoltasi lo scorso luglio a Ricadi – Capo Vaticano, nella splendida cornice di Casa Berto, è stata vinta dal milanese Sergio Baratto, con la sua opera prima edita da Mondadori, “La steppa”.

La XXV edizione del Premio è promossa da un Comitato promotore formato dall’Associazione Culturale Giuseppe Berto, cui partecipano Emanuela ed Antonia Berto, moglie e figlia, i Comuni di Mogliano Veneto e Ricadi, la Regione Veneto, con la collaborazione del Liceo Statale “Giuseppe Berto” di Mogliano Veneto e con il contributo economico del Colorificio San Marco, azienda globale dal cuore moglianese, legata al Premio fin dal suo debutto. “Accogliere a Mogliano Veneto il Premio Berto – ha dichiarato Carola Arena, Sindaco di Mogliano Veneto – è sempre motivo di immensa soddisfazione e orgoglio per la nostra città.

Questo evento, al quale la cittadinanza partecipa ad ogni edizione con gran entusiasmo, rappresenta per la nostra Amministrazione una manifestazione di altissimo valore culturale per il ricordo di uno scrittore che ha lasciato il segno nella letteratura, un autore ancora oggi molto amato e letto. Per questo continuiamo, con determinazione, a sostenere il suo percorso, consapevoli che il Premio Berto e la memoria della figura intellettuale al quale è intitolato siano un punto di riferimento per le giovani generazioni e i futuri nomi di successo della scrittura”. (cs)
 

 

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