13 dicembre 2019

Politica

Ponte Messina, Delrio: "Bisogna valutare l'utilità"

Non è priorità, prima lavori contro dissesto idrogeologico

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Ponte Messina, Delrio:

La realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina richiede una valutazione approfondita, anche attraverso un dibattito pubblico. E' questa la posizione del ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio (in foto) che è tornato sull'argomento, incalzato da Maria Latella, in un'intervista su Sky Tg 24. Delrio, sostenendo di avere la stessa opinione del Premier Matteo Renzi, che nei giorni scorsi ha detto che si farà quando saranno terminate le altre priorità.

"E' un'opera da valutare, si tratta di verificare di nuovo la sua utilità per il Paese - ha detto - le opere non sono né grandi né piccole, o sono utili o inutili. Il Ponte va valutato nella sua efficacia e beneficio per i territori, con occhi limpidi, puliti, con un dibattito pubblico, valutando costi e benefici".

Comunque, il Ponte non è tra le opere prioritarie che il governo vuole mettere in cantiere. "Per noi il tema c'è ma sappiamo che abbiamo delle priorità molto importanti da risolvere, - ha aggiunto Delrio - abbiamo paesi senza fognature e un dissesto idrogeologico che ci porta via i ponti già esistenti. Quindi la valutazione del Ponte verrà fatta - ha insistito - ma in questo momento l'emergenza è risolvere delle situazioni molto più urgenti", anche se ha ammesso "in Italia ci sono sempre dei problemi nell'avviare opere pubbliche purtroppo" riferendosi ai 33 cantieri che dovrebbero partire per la messa in sicurezza di certe aree a rischio, dei quali sono partiti solo due.

"L'importante però - ha sottolineato - è ricordare che, per la prima volta l'Italia si è dotata di un piano organico contro il dissesto idrogeologico e che ha già stanziato centinaia di milioni per interventi più urgenti" come quelli sul Bisagno e sul Seveso in Lombardia, che "metteranno finalmente in sicurezza alcune aree metropolitane che tutti gli inverni andavano sott'acqua".

Le opere incompiute però sono moltissime, alcune ormai tramontate. In Italia, "un Paese tartaruga", dove per realizzare "un'opera pubblica da 100 milioni ci vogliono 14, 15 anni" ha sostenuto Delrio, ci sono più di 800 opere incompiute, ma, alcune di esse, non verranno mai realizzate. "Le stiamo selezionando, una per una, alcune di queste, vanno assolutamente abbandonate perché sono opere inutili, pensate 40, 50 anni fa che sono rimaste lì e non hanno nessun senso" ha affermato il titolare delle Infrastrutture.

Delrio ha anche sottolineato che sul nuovo sito del Ministero, all'insegna della trasparenza, si potrà avere informazioni sullo stato di avanzamento delle opere pubbliche entro qualche settimana. Quanto ad alcune novità introdotte dal nuovo Codice appalt i, Delrio ha poi detto che, a proposito del rischio di impresa, che si dovranno assumere i concessionari delle opere pubbliche, "questo vale anche per le autostrade. E' una correzione di una singolarità tutta italiana in cui il rischio sostanzialmente veniva assunto dallo Stato".

 

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