18 luglio 2019

Treviso

Poca richiesta dell'estero, rallenta l'export trevigiano

Nei primi tre mesi del 2019 le esportazioni trevigiane perdono 55,7milioni di euro

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TREVISO - Nei primi tre mesi del 2019 le esportazioni trevigiane, pari a 3 miliardi e 304 milioni rallentano: sono diminuite del -1,7% (-55,7 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il rallentamento della domanda estera, anticipato in provincia di Treviso dai dati dell’indagine congiunturale dell’industria manifatturiera del quarto trimestre - trova conferma nei dati export diffusi dall’Istat per il primo trimestre 2019.

 Ad accusare la maggiore flessione è l’industria dei macchinari industriali: le vendite all’estero registrano un -7% rispetto al primo trimestre 2018 che in valori assoluti corrisponde ad una perdita di -40 milioni di euro.
Il secondo settore a perdere maggiormente in valori assoluti, dopo i macchinari industriali, è quello dell’elettrodomestico che, su base tendenziale, risulta in flessione del -11,8% (da 305 a 269 milioni di euro).

Anche i settori del made in Italy sono interessati da questo rallentamento, ma in misura minore: -2,5% per l’industria del mobile (da 439 a 428 milioni di euro), -1,3% per la calzatura (da 312 a 308 milioni di euro) e -2,1% per l’abbigliamento (da 226,6 a 221,8 milioni di euro). Si è parlato molto di incidenza sull’export della crisi dell’automotive. Gli effetti più visibili si rintracciano nell’export di mezzi di trasporto e componentistica (-2,9%, da 126,6 a 123 milioni di euro).

In questa cornice tendenzialmente negativa del primo trimestre dell’anno si inseriscono tuttavia settori le cui vendite sono in aumento rispetto ai primi tre mesi del 2018: la carpenteria metallica cresce del +9,7% (da 194 a 213 milioni di euro); il settore delle bevande +4,5% (a 156,7 a 163,7 milioni di euro)e dei prodotti alimentari: +2,4% (da 117,3 a 120,1 milioni di euro).

Nel dettaglio, in ambito Ue28 diminuiscono in particolare le esportazioni verso il nostro partner storico, la Germania (-4,3%). Il calo molto pronunciato delle esportazioni di elettrodomestici genera il sospetto di una riorganizzazione sovranazionale dei flussi di filiera. Tiene invece l’export di macchinari (+2,9%). Nei mercati extra Ue28 (-4,3%) continuano a crescere le vendite verso gli Stati Uniti (+2,6%), principale partner trevigiano al di fuori dell’Unione Europea: in crescita sia le vendite di bevande (+14%) che di carpenteria metallica (+37,6%) mentre rimbalzano in negativo, dopo i risultati positivi dell’anno scorso, il mobile (-3%) ed i macchinari industriali (-15,3%).
In netta contrazione invece l’export trevigiano verso il secondo mercato extra Ue28, Cina e Hong Kong e Russia.

 “I dati vanno letti con cautela – commenta il presidente della Camera di commercio Mario Pozza – perché si riferiscono ai soli primi tre mesi del 2019 con inevitabili distorsioni statistiche. Questo non significa che non dobbiamo preoccuparci: il rallentamento della domanda estera resta la tendenza di fondo a livello globale, che nel territorio trevigiano porta le dinamiche export in territorio negativo. Il protezionismo annunciato fa male agli scambi mondiali, soprattutto al settore dei beni strumentali nei quali le nostre economie territoriali sono leader. Per fortuna alcuni settori si difendono. Su tutti l’occhialeria, che mette a segno una variazione tendenziale del +5,3%. Ma segnalo anche il dato della carpenteria trevigiana, +9,7%, capace di posizionarsi in un mercato di commesse che, con tutta evidenza, tiene”.

 

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