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11 dicembre 2018

Treviso

Piano Sprar, 28 profughi a Treviso

Prende forma il sistema di accoglienza dei migranti, l'assessore Cabino: "Treviso sta facendo la sua parte"

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TREVISO - “Treviso sulla questione migranti sta decisamente facendo la sua parte - dichiara l'assessore Anna Caterina Cabino - Non solo in termini di accoglienza, ma anche di coordinamento, come si confà a un comune capoluogo.  Lo dicono i numeri dell’accoglienza, lo dice la soglia – già raggiunta per il capoluogo– prevista dallo Sprar”.

Il piano di accoglienza dei richiedenti asilo, portato avanti da Treviso e dagli altri nove comuni che hanno aderito al bando ministeriale Sprar, e curato dalla cooperativa La Esse, ha infatti individuato i primi alloggi per ospitare i profughi. Gli appartamenti sono situati in centro e in periferia e a giorni accoglieranno i profughi. Entro le prossime due settimane al massimo - ha dichiarato Francesca Dettori, presidente de La Esse -verranno attivati altri 18 posti e poi si procederà, con fasi sequenziali, fino al completamento dei 50 previsti”.

Verranno messi in atto anche percorsi per l'inserimento lavorativo e sociale dei rifugiati, per favorirne l'integrazione. Dei cinquanta migranti previsti dal piano Sprar oltre la metà, 28, saranno accolti nel comune capoluogo. “Non tutti i comuni avevano infatti dato la loro disponibilità ad ospitare persone - spiega l'assessore -  ma piuttosto a fornire servizi. Va poi sottolineato come diverse amministrazioni pur avendo individuato gli alloggi abbiano trovato un muro da parte della Regione Veneto".

"Fa invece piacere ricevere da parte di alcuni cittadini attestazioni di disponibilità e segni di ‘apertura’ a un nuovo progetto di accoglienza che non ‘ammassa’ ma distribuisce ed integra. Ci fidiamo di loro, ci fidiamo di quei cittadini trevigiani che sanno che questo fenomeno non si argina con un no e che piuttosto chiedono regole certe. Io quando incontro le persone di Treviso trovo soprattutto questo: la preoccupazione nei confronti di un fenomeno che esiste e va gestito. Noi lo stiamo facendo, ci stiamo provando - chiude l'assessore - Ci siamo tirati su le maniche della camicia e stiamo lavorando. C'è chi invece non fa nulla e ha molto tempo per parlare e agitare fantasmi”.

 

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