12 dicembre 2019

Più lavoro e meno festa

Categoria: Altro - Tags: 25 aprile, 1 maggio

immagine dell'autore

Rocco Barbaro | commenti | (2)

Ho la vaga sensazione che le festività (intese come giorni in cui si rimane a casa dal lavoro) siano troppe rispetto al bisogno che si può avere di riposare.

Oggi è il 25 Aprile, anniversario della liberazione, e tra meno di una settimana seguirà la festa del lavoro, come se questo benedetto "lavoro" avesse bisogno di brindare  per la sua splendida forma.

Non mi sembra che ci sia tanto da festeggiare per l'approssimarsi del 1 maggio, no?

Sbaglio, o mi sembra che che non goda ottima salute da tempo questo diritto-dovere?

Sarebbe come se facessi gli auguri di compleanno a uno che di lì a poco si accomoderà sulla sedia elettrica.

Con che coraggio si può essere così cinici?

Tutto questo per dire che certe feste bisognerebbe avere il pudore di eliminarle quando non fanno altro che accrescere la tristezza presente.

E poi cosa significa fare festa? Liberarci per un giorno dalla repressione, dalla schiavitù alla quale stiamo per tornare?

In questi termini "la festa" non è altro che l'amplificatore delle nostre inquietudini, la celebrazione della nostra sconfitta.

Anche le vacanze sono spesso un obbligo, un piacere forzato.

Non meravigliamoci di fronte a chi continua a lavorare - anche gratis- pur di non affrontare la fatica di un soggiorno prestabilito oltreché premeditato in un albergo al mare?

Che violenza!

Forse quando il lavoro sarà una piacevole scelta non si sentirà il bisogno di rifugiarsi nella vacanza o nel giorno di festa per contemplare le nostre frustrazioni:

ma festa e lavoro viaggeranno assieme come i binari di un treno per sostenerci, e come due rette parallele non si scontreranno mai: solo all'infinito.

 

 



Commenta questo articolo


Probabilmente lei Sig. Barbaro non lavora molto (a proposito cosa fa nella vita?) e quindi non sente il bisogno di staccare la spina un giorno ma le assicuro che ci sono molte persone che ancora hanno un lavoro e che quella giornata se la vogliono godere appieno! Nulla toglie che ci siano persone a casa senza lavoro e quindi per loro sarà anche un giorno di tristezza come dice Lei:allora perchè non togliere il 25 Aprile che mi mette tristezza il ricordo delle vittime morte in guerra? E il 1° Novembre? Mette tristezza ricordare le persone che non ci sono più. E il 2 Giugno? Mi mette tristezza pensare che non c'è più il Re!!!!!!!

segnala commento inopportuno

Se festeggiamo il fatto di essere sudditi (USA) figuriamoci se non festeggiamo il fatto di essere schiavi (del lavoro) con più di 3 morti al giorno, la meccanizzazione ci ha liberato di gran parte del lavoro la deindustrializzazione degli ultimi 20 anni aiutata dalla globalizzazione ha fatto il resto, c'eravate anche voi ma nessun ha detto niente e adesso ci lamentiamo e ci sfoghiamo sulle feste senza ragionarci bene arrivando a scrivere certe cose, per me ormai siamo schiavi delle mentalità imposte (partendo dalla scuola arrivando a certe filosofie politiche).
Dobbiamo ripartire da zero ricercando il FIL non il PIL e studiando tutte le tecniche che negli ultimi 200 anni ci hanno resi così stolti da non vedere (io per primo) auguro una buona giornata a tutti.

segnala commento inopportuno

vedi tutti i blog

Grazie per averci inviato la tua notizia

×