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25 aprile 2019

Conegliano

Pesticidi, "per i controlli i vigili urbani non hanno competenze"

Lo ammette con onestà il comandante della polizia locale di Conegliano, Claudio Mallamace

Roberto Silvestrin | commenti |

CONEGLIANO - Chi deve effettuare i controlli sull’uso dei fitofarmaci non ha – suo malgrado – le competenze specifiche per farlo. Lo ha ammesso con grande sincerità il comandante della polizia locale di Conegliano, Claudio Mallamace, nella nota con cui ha risposto all’interrogazione del consigliere comunale del Pd Paolo Giandon, che aveva sollevato il problema della quantità e della qualità dei controlli dopo l’approvazione del Regolamento intercomunale di Polizia Rurale avvenuta nel 2014.

 

L’articolo 15 prevede che siano i vigili urbani, gli organi di polizia giudiziaria e l’Ulss ad accertare le violazioni del regolamento che, tra le altre cose, disciplina l’uso dei prodotti chimici nei vigneti e nelle coltivazioni.

 

Senza competenze. “Il Comando non dispone di personale qualificato in materia e credo che la competenza di ogni agente sia di carattere generale, quindi trovo inidoneo, rispetto alle qualifiche dei singoli operatori, l’enunciato dell’art. 15 del citato Regolamento laddove attribuisce la totale competenza alla Polizia Locale ed agli altri organi in tema di sanzioni di tutte le norme violate” scrive Mallamace nella nota letta in consiglio comunale da Claudio Toppan, vicesindaco e assessore all’ambiente.

 

“Ci sono norme che richiedono una competenza specifica per il riconoscimento delle sostanze, l’etichettatura, le caratteristiche costruttive dei macchinari, ecc. che un agente di polizia locale non è in grado di verificare” prosegue il comandante.

 

Situazioni limite. Oltre a questo, sorge anche il problema dell’interpretabilità di alcuni comportamenti tenuti da chi effettua i trattamenti, e quindi della mancanza di riscontri oggettivi, che spesso viene utilizzata per opporsi alle sanzioni. La polizia locale, spiega Mallamace, non dispone infatti di strumentazione specifica per alcuni tipi di controlli.

 

Come si apprende dalla lettera, il comando si trova quindi nell’impossibilità di istituire servizi specifici in materia: i vigili possono limitarsi a riscontrare il rispetto della distanza dalla strada durante le irrorazioni, la mancanza di derive, la corretta distanza dai luoghi sensibili.

 

“D’altronde sono pochi i comportamenti valutabili dagli agenti di polizia locale, non essendo specializzati in materia - ammette Mallamace - Assolutamente impossibile è la verifica del contenuto del serbatoio, altrettanto difficoltosa quella della tenuta dei registri, stante la possibilità di registrane il trattamento alla sua conclusione”.

 

Nonostante tutto. Secondo il comandante più idoneo a questo tipo di controlli sarebbe il personale dei servizi ispettivi dell’Ulss, o i reparti specialistici del Corpo Forestale. Nonostante questo, i vigili hanno dimostrato un grande impegno, con una ventina di controlli e la registrazione di tre irregolarità, a seguito di segnalazioni arrivate al comando di Piazzale San Martino.

 

L’idea. L’obiettivo sarebbe quello di creare una specie di task-force permanente - formata da personale qualificato in collaborazione con l’aziende sanitaria – in azione su tutti i comuni a cui il regolamento fa riferimento. In questo modo ci sarebbe un’unica squadra su tutto il territorio, in grado, dopo un periodo di formazione, di effettuare dei controlli approfonditi.

 



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Roberto Silvestrin

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