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20 novembre 2017

Vittorio Veneto

Perplessità sul passaggio di Villa Papadopoli al Cesana: "Ora è vincolata, nessun altro può rilevarla"

Il consiglio di quartiere di Ceneda solleva dubbi e lamenta l'assenza di coinvolgimento

Roberto Silvestrin | commenti |

VITTORIO VENETO - Dubbi e perplessità sulla cessione di Villa Papadopoli al Cesana Malanotti. Sono emersi durante il consiglio di quartiere di Ceneda di martedì sera, durante il quale è stata discussa la delibera comunale che dà – di fatto – il primo via libera al passaggio di consegne della struttura.

 

A rappresentare la giunta c’era il vice sindaco Alessandro Turchetto: e a lui sono arrivate in primis le lamentele del consiglio per non essere stato interpellato su un tema così scottante per il quartiere. “C’è delusione – rende noto il segretario Michele Bastanzetti – per il fatto che il consiglio sia stato letteralmente scavalcato. Che ruolo assolviamo se non veniamo ascoltati su argomenti così importanti?”

 

Lo stesso Bastanzetti ha poi ricordato come il consiglio di quartiere non avesse mai chiesto il ripristino della vecchia funzione della villa, adibita un tempo a casa di riposo. L’organo di rappresentanza dei cenedesi aveva invece proposto che l’immobile venisse utilizzato come museo, come sala congressi o come sede termale.

 

Ci sono però altri due punti controversi della questione. In primis, dichiara Bastanzetti, “dalla delibera Villa Papadopoli risulta vincolata al piano industriale del Cesana. Un privato non può proporsi per rilevarla”. E quanto dura questo vincolo? Il vice sindaco – lo riporta il segretario – avrebbe affermato che questo legame Cesana-Papadopoli è formalmente collegato alla concessione dei 200 posti letto all’Ipab.

 

Finché quindi non arriverà l’ok dalla Regione, il vincolo rimarrà valido. “E poi non si specifica a che titolo la villa viene data in disponibilità al Cesana. Viene venduta, regalata, affittata, data in concessione? Su questo punto non è arrivata nessuna risposta – conclude Bastanzetti – Come del resto non si parla del parco. Rimane ad uso pubblico o no?”

 



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Roberto Silvestrin

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