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25 aprile 2019

Lavoro

Pensioni: lo studio, metà beneficiari prende meno di 1.000 euro? Luogo comune.

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Roma, 19 mar. (Labitalia) - Gli assegni pensionistici sotto i mille euro sono circa 15,2 milioni, pari al 66,2% delle pensioni in pagamento, ma i pensionati che le ricevono sono circa 6,5 milioni ossia il 40,8% del totale, ossia meno della metà. E nell’analisi delle distribuzioni per classi di reddito occorre considerare che ci sono pensionati che spesso percepiscono più prestazioni. Emerge da uno studio condotto nell'ambito del Sesto Rapporto sul Bilancio del Sistema Previdenziale italiano curato dal Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, fondato e diretto da Alberto Brambilla.

Lo studio intende "sfatare due luoghi comuni" in materia di pensioni ossia che "oltre la metà delle pensioni è di importo inferiore a 1.000 euro al mese" e che "le donne ricevono, in media, assegni di gran lunga più bassi rispetto a quelli degli uomini". I dati raccolti dal Casellario Centrale dei pensionati Inps ed elaborati da Itinerari Previdenziali dimostrano come, in realtà, "queste convinzioni diffuse siano falsi miti da sfatare, in quanto scorrette sia dal punto di vista tecnico sia sotto il profilo sostanziale dell’analisi", si legge nello studio.

Nel 2017, su un totale di 22.994.968 prestazioni pensionistiche erogate, le pensioni di importo fino a una volta il minimo (501,89 euro mensili) sono circa 8 milioni, ma i pensionati che poi ricevono effettivamente un reddito pensionistico fino a una volta il minimo sono poco meno di 2,3 milioni su circa 16 milioni di pensionati totali. Anche alla successiva classe di importo (da 501,90 euro a 1.003,78 euro lordi mensili) appartengono poco più di 7,2 milioni di prestazioni pensionistiche, ma solo 4,3 milioni di pensionati. Il fenomeno dipende dal fatto che un soggetto può essere beneficiario di più prestazioni (ad esempio, una pensione di importo medio-alto e un trattamento di importo più basso come un’indennità di accompagnamento o una pensione di reversibilità) che si cumulano tra loro, facendo sì che il pensionato si collochi in una classe di reddito più elevata rispetto a quella più bassa in cui si erano posizionate le singole pensioni.

"È certamente vero che le singole prestazioni sotto i mille euro sono circa 15,2 milioni, pari al 66,2% delle pensioni in pagamento, ma i pensionati che le ricevono - spiega Michaela Camilleri, Area Previdenza e Finanza Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali - sono circa 6,5 milioni ossia il 40,8% del totale pensionati". Sostenere che la metà delle pensioni è inferiore a 1.000 euro al mese non è dunque corretto. Innanzitutto, perché "in ambito previdenziale quando si analizzano le distribuzioni per classi di reddito -precisa Camilleri- si dovrebbe far riferimento ai pensionati, cioè ai soggetti fisici che percepiscono una o più prestazioni, e non alle singole pensioni".

"Se si calcola l’importo medio della pensione sul numero totale delle prestazioni, si ottengono 12.478 euro annui lordi (960 euro lordi al mese in 13 mensilità), ma, facendo riferimento al totale dei pensionati, il reddito pensionistico medio pro-capite risulta pari a 17.887 euro annui lordi (14.807 euro annui netti), quindi 1.376 euro lordi mensili (1.139 euro mensili netti). E sarebbe appunto questo secondo dato il più corretto da considerare anche se spesso quello più diffuso è proprio il primo, che divide impropriamente il monte pensioni (286,938 miliardi di euro) per il numero delle prestazioni, e non per il numero dei pensionati".

Inoltre, nel calcolo degli importi medi dei singoli trattamenti pensionistici, bisognerebbe procedere per tipologia e analizzare separatamente le medie delle prestazioni assistenziali, delle rendite indennitarie, delle prestazioni dirette e di quelle ai superstiti. Provando a escludere le prime due classi di reddito pensionistico (fino a due volte il minimo, 1.003,78 euro mensili lordi), che sono tipicamente assistenziali per un totale di 6,5 milioni di pensionati, il reddito previdenziale medio (supportato da contributi) dei restanti 9,5 pensionati ammonterebbe a 25.106,53 euro annui lordi (contro gli ufficiali 17.887 euro lordi) pari a circa 20.073 euro annui netti. "È sempre vero che, come abbiamo visto, il 40,8% dei pensionati ha redditi pensionistici inferiori a 1.003,79 euro lordi al mese, ma non sono strettamente pensioni, quanto piuttosto prevalentemente prestazioni assistenziali", precisa Michaela Camilleri.

 



AdnKronos

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