19 agosto 2019

Vittorio Veneto

Il paziente rimane paralizzato, condannati tre medici

Le cure e le diagnosi sarebbero state inadeguate

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VITTORIO VENETO - Tre medici veneziani sono stati condannati a un anno di reclusione ciascuno, e al pagamento di una provvisionale esecutiva di 320 mila euro, per lesioni colpose gravi nei confronti di un paziente rimasto paralizzato dal bacino in giù.

 

Gli imputati erano l’allora dirigente medico all'ospedale, il dirigente medico all'ospedale di San Donà di Piave, originaria del vittoriese, e un medico donna del reparto di neurologia dell'ospedale di San Donà.

 

I fatti risalgono al 2 agosto 2013 quando un architetto padovano di 66 anni, si reca al pronto soccorso a Jesolo (Venezia) con forti dolori alla schiena. Stando alle accuse i tre sanitari, in tre momenti diversi, non avrebbero saputo diagnosticare in tempo al paziente un ematoma che con l'andare delle ore ha compresso la colonna vertebrale fino a lesionale il midollo in modo permanente.

 

Le cure e le diagnosi sarebbero state inadeguate, al punto che il paziente ha perso per sempre l'uso delle gambe. La famiglia della parte offesa è rappresentata dall'avvocato Carlo Bermone.

 

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