23 ottobre 2019

Treviso

Partita la stagione della caccia per 7mila trevigiani, Zanoni:"No all'uccisione di specie protette "

La stagione venatoria proseguirà fino al 31 gennaio

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TREVISO - Domenica a Treviso settemila doppiette hanno aperto la stagione della caccia nella Marca.

La stagione venatoria, che proseguirà fino al prossimo 31 gennaio, sarà ricordata per essere la prima che sancisce in Veneto la fine del “nomadismo venatorio” e per l’eliminazione delle multe a chi disturba i cacciatori. Ieri a Firenze contro l’apertura della caccia si è svolta una manifestazione nazionale. Presente anche una delegazione da Treviso capitanata da Andrea Zanoni, consigliere regionale.

“Da domenica si tornerà a sparare fino a fine gennaio, specie a rischio di estinzione incluse - ha detto Zanoni - Con la preapertura e le giornate di posticipo, quest’anno in Veneto si potrà cacciare un mese in più. Senza alcuna pietà per animali selvatici già stremati per un ambiente gravato dal consumo di suolo, da un’agricoltura sempre più meccanizzata, e dagli effetti nefasti dei cambiamenti climatici”.

“Purtroppo assisteremo all’ennesima mattanza, anche di ‘specie in stato di conservazione sfavorevole’: in Veneto abbiamo il record insieme alla Lombardia, ben diciotto. Anziché tutelare gli animali rari, come avviene in numerose regioni italiane, e nonostante i pareri dell’Ispra (Istituto superiore per la ricerca e protezione ambientale), permettiamo di sparargli”- ha detto Zanoni ieri a Firenze.

“Zaia e la maggioranza continuano sulla stessa strada, incuranti del fatto che alcune specie a causa di cambiamenti climatici, consumo del suolo, pesticidi in agricoltura rischiano di scomparire per sempre. A ciò bisogna poi aggiungere il fenomeno del bracconaggio, mai combattuto in maniera davvero adeguata. Ricordiamo che il Piano nazionale di contrasto, approvato dal ministero dell’Ambiente e dalla Conferenza Stato Regione nella precedente legislatura, segnala nella nostra regione due aree particolarmente ‘calde’, la Pedemontana Veneta e il Delta del Po”.  Altra novità della stagione venatoria è che, anche grazie al pressing proprio di Andrea Zanoni, è stata abolita la multa fino a 3.600 euro per chi “disturbava” i cacciatori durante le battute.

“E infine non va dimenticato il fenomeno di chi, in violazione della legge, spara vicino a strade e case o senza adottare le necessarie misure di sicurezza sulle armi: violazione che nelle scorse stagioni di caccia ha comportato decine di feriti e anche dei morti” .

 

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