21 ottobre 2019

Cronaca

Pakistan, ferito alpinista italiano

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E' scivolato per 500 metri mentre scendeva dal Gasherbrum VII, in Pakistan, l'alpinista piemontese Francesco Cassardo. Con lui il compagno di cordata Cala Cimenti.

 

"I ragazzi hanno immobilizzato Francesco, costruito una sorta di slitta e delicatamente lo hanno trasportato fino al posto in cui Cala aveva lasciato la tenda prima di scalare il GVII. Trasportare Francesco al buio è pericoloso, hanno deciso così di passare la notte lì e attendere quel tanto desiderato elicottero che possa trasportare Francesco nell'ospedale più vicino. Speriamo con tutto il cuore che domani mattina la situazione generale permetta di far decollare l'elicottero": è questo l'ultimo aggiornamento pubblicato sulla pagina Facebook 'Cala Cimenti Cmenexperience' dopo l'incidente sul Nanga Parbat.

 

L'ATTESA - Secondo quanto comunicato poi da Marco Confortola, guida, alpinista e formatore - che sta seguendo da vicino la vicenda - "Denis, Don, Jarek e Januscius sono saliti verso il campo... in questi casi velocemente ognuno da il massimo per le sue competenze-conoscenze per portare a casa il risultato ma oggi sono tremendamente deluso della macchina del soccorso qui Pakistan - continua -. Adesso nuovamente con Agostino Da Polenza stiamo cercando una nuova soluzione affinché domani mattina l'elicottero vada in volo e mi porti ad imbarcare il nostro amico per portarlo al più presto in ospedale. In 20 anni di elisoccorso non mi sono mai sentito così, avere un intervento da fare urgente, meteo ok, vento ok, visibilità perfetta aspettare in piazzola un elicottero che oggi non è mai arrivato e il mio pensiero è e rimane solo uno 'dobbiamo salvarlo'".

IL FRATELLO - "Molte persone si stanno prodigando per aiutare mio fratello ma al momento ancora nessun elicottero è partito. Ringraziamo queste persone, ma allo stesso tempo facciamo appello al ministro perché qualcosa si muova in tempi rapidi e si possa aiutare Francesco a portarlo giù vivo" dice in un appello lanciato su YouTube Stefano Cassardo, fratello del'alpinista.

LA FARNESINA - Il ministero degli Esteri e la nostra ambasciata a Islamabad si sono attivate presso le autorità locali, "ottenendo l'intervento di soccorso tramite elicottero". E "secondo quanto ci è stato comunicato - si legge in una nota della Farnesina - ragioni imperative di carattere tecnico hanno reso sinora impossibile tale intervento, perché gli elicotteri a disposizione delle unità di soccorso pakistane non hanno potuto effettuare in sicurezza l'operazione considerata l'alta quota dove si trova Francesco Cassardo".

LA SITUAZIONE - Intanto, a quanto riferisce su Facebook il team che sta seguendo la vicenda, "il volo di soccorso ha subito ritardi a causa di alcuni problemi burocratici risolti grazie all’intervento dell’ambasciata italiana in Pakistan, alla famiglia di Francesco e al coordinamento di Da Polenza. A complicare ulteriormente la situazione un’altra operazione di soccorso ed evacuazione su K2 e Broad Peak, dove sono attualmente impegnati i mezzi aerei".

I POST SU FB - "Arrivati Denis e Dan a piedi, mi hanno detto che stanno arrivando altri 2 polacchi ad aiutarci... visto che l'elicottero non arriva abbiamo deciso di portarlo giù a piedi". E ancora: "Cala sta assistendo Francesco, la preoccupazione è quella di dover passare un'altra notte a 6.300 metri. Cala scrive: 'ho scavato una piazzola con un muretto per proteggerci dal vento e ho sistemato Francesco per fargli trascorrere la notte riparato. Fate volare l'elicottero, vi prego'".

MESSNER - "Conosco il GVII, è una montagna difficile, ma se i ragazzi sono stati capaci di scalarlo avranno modo di fare bivacco senza grossi problemi. Il problema in Pakistan sono gli elicotteri in mano ai militari; i privati non sono accettati, contrariamente a quanto accade in Nepal dove gli specialisti prendono tutti" dice all'AdnKronos Reinhold Messner. "Posso solo sperare che tutto vada bene. Se hanno iniziato a scendere, hanno il materiale per passare un paio di notti fuori e vederli rientrare sani e salvi".

MOAVERO - In riferimento all'appello dei familiari dell'alpinista italiano, il ministro degli Esteri Enzo Moavero in un tweet riferisce che, da sabato, "con Farnesina e Ambasciata si sta chiedendo alle Autorità pachistane di fare il massimo per soccorrerlo nei tempi più rapidi. Costante è il contatto coi suoi familiari".

 

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