16 settembre 2019

Montebelluna

Oggi bandiera a mezz’asta a Montebelluna per Guerrino Casanova: uno dei 263 minatori morti a Marcinelle

A 63 anni dalla tragedia di Marcinelle la Marca ricorda le sue vittime: 7 dei 263 minatori morti erano trevigiani

Ingrid Feltrin Jefwa | commenti |

MONTEBELLUNA Montebelluna non dimentica una tragedia che dopo oltre sessant’anni ancora desta profondo cordoglio e che costò la vita anche al montebellunese Guerrino Casanova tra le vittime della tragedia di Marcinelle, in Belgio, che l’8 agosto del 1956, che costò la vita a 262 minatori di cui 136 italiani nella miniera di carbone Bois du Cazier. Tra questi 7 erano trevigiani, come Casanova, decorato con medaglia d’oro al merito civile nel 2005. È alla memoria di queste persone che viene dedicata la Giornata Nazionale del Sacrificio del lavoro italiano nel mondo in programma oggi, proprio a 63 anni da quella tragedia e per la quale la Prefettura di Treviso ha invitato tutti i Comuni della Provincia a fare memoria di quanto avvenuto.

Per celebrare la ricorrenza in ricordo di tutti i connazionali caduti sul lavoro, il Comune di Montebelluna ha pertanto deciso di tenere la bandiera italiana a mezz’asta. “E’ doveroso per Montebelluna aderire alla giornata al sacrificio del lavoro perché, purtroppo, la nostra comunità ha avuto una vittima, Guerrino Casanova nella tragedia consumatesi l’8 agosto del 1956 a Marcinelle - spiega il sindaco, Marzio Favero -. Fu una tragedia terribile che scosse le coscienze di tutta Europa anche e soprattutto perché la presenza dei lavoratori italiani in Belgio era legata agli accordi stipulati a Parigi il 18 aprile del 1951 per la formazione della Cega, la comunità europea del carbone e dell’acciaia, la prima radice dell’attuale Unione Europea”.

Il sindaco prosegue spiegando che: “Si trattava di un accordo promosso da Jean Monnet, Konrad Adenauer, Alcide De Gasperi e Robert Schuman, oggi considerati i padri dell’Unione continentale. Di un’Europa segnata in modo terribile dall’esperienza della seconda guerra mondiale e il cui ’obiettivo era quello di mettere in moto lo sviluppo soprattutto nel settore energetico e della produzione dell’acciaio. Purtroppo, la tragedia di Marcinelle portò in luce il fatto che nella fase attuativa erano mancati controlli e garanzie. In quella tragedia, ricordiamolo, morirono 262 minatori e fu l’episodio che cambiò le regole di ingaggio dei lavoratori stranieri in Belgio”.

Montebelluna ha fatto la sua parte come spiega il sindaco: “A questo tema due anni fa dedicammo una mostra due anni. È opportuno ricordare alle nuove generazioni che i migranti italiani dell’epoca si sottoposero al sacrificio di lavori pesantissimo nelle industrie e nelle miniere straniere con l’obiettivo di riuscire a mantenere le loro famiglie rimaste in patria. Credo non servano grandi celebrazioni. Sarebbe più utile che nelle unità didattiche delle nostre scuole venisse riconosciuto uno spazio adeguato a questo tema, cosa che ci sarebbe forse occhiali interpretativi diversi anche per capire analogie e differenze con il presente. Perché c’è emigrazione ed emigrazione. Quella di allora era regolata dagli Stati, eppure ciò non è bastato a risparmiare sofferenze e tragedie”.

 



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Ingrid Feltrin Jefwa

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