21 novembre 2019

Montebelluna

Nuovo crollo nel cantiere della Pedemontana

La denuncia del Coordinamento Vento Pedemontana Alternativa

Ingrid Feltrin Jefwa | commenti |

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Nuovo crollo nel cantiere della Pedemontana

MONTEBELLUNA – La causa del nuovo crollo nel cantiere della Superstrada Pedemontana Veneta potrebbe essere stata l’abbondante pioggia caduta ieri a Montebelluna. Il fatto ha destato preoccupazione e sconcerto, visto che sono passati solo pochi giorni dall’ultimo crollo in cantiere ma se in precedenza aveva ceduto un ponte idrico questa volta a crollare è stata la massicciata del tratto in trincea.

A divulgare la notizia il Coordinamento Veneto Pedemontana Alternativa che ha postato anche il video dell’accaduto: “Alle ore 12 dell'8 settembre 2019 un residente del posto coglie l'attimo in cui la piena della roggia da Montebelluna tracima nei campi e attraverso una derivazione demolisce la scarpata della trincea a poche centinaia di metri del precedente crollo avvenuto nel mese di luglio. Tutto è avvenuto a seguito dei temporali che dalla mattina hanno interessato Montebelluna e il Montello alcuni chilometri più a nord”.

Ulteriori precisazioni dal Coordinamento: “… abbiamo verificato un ulteriore cedimento della trincea 100 metri a est del precedente crollo. Siamo sempre al km 73 della SPV, al confine tra i comuni di Montebelluna e Trevignano sul lato nord del tracciato. Le immagini non possono essere smentite, il nuovo evento è stato provocato dai temporali che stamani hanno colpito Montebelluna. Le opere di riparazione sono quasi al termine e la roggia che attraversa il ponte crollato è stata deviata. Le opere del cantiere hanno previsto un sistema di troppo pieno con sversamento delle piene del canale che porta le acque da Montebelluna a Padernello, proprio nella trincea”.

“La piena di mezzogiorno, ha travolto il tubo scaricando altre decine di migliaia di mc nel fondo della trincea, dove entro settembre 2020 passeranno gli automezzi. Le acque hanno realizzato una voragine sul fianco nord della trincea larga 4 metri e profonda circa 6. È evidente che questa gestione del cantiere è deficitaria e non riesce a gestire le acque del territorio pedemontano. Più che una SuperPedeveneta, Zaia e Pellegrini apriranno l'idroscalo veneto. Ma c'è poco da ridere, perché i fatti di oggi dimostrano la sufficienza con cui affrontano il rischio di incidente in cantiere”.

Il Coordinamento quindi conclude: “La vita degli operai poteva essere messa a rischio per l'ennesima volta. L'infortunio o la morte di un altro operaio sono stati evitati perché è domenica e non lavorava nessuno. Figuriamoci cosa poteva accadere ai cittadini, se questo fatto si verificasse tra un anno con la viabilità aperta tra Spresiano e Montecchio, in una qualsiasi delle centinaia di rogge che attraversano l'arteria che è costruita sotto al piano di campagna per quasi 70 km dei suoi complessivi 95”.

 



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Ingrid Feltrin Jefwa

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