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14 dicembre 2018

Valdobbiadene Pieve di Soligo

Nuovi dettagli sull'omicidio di Cison: i vestiti di Loris intrisi di gasolio, forse voleva bruciare il corpo

Gli investigatori sono riusciti a rintracciare Papa grazie ad un messaggio di auguri mandato alla madre l'8 marzo

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CISON DI VALMARINO - Proseguono le indagini dei carabinieri ed emergono altri particolari sull’omicidio di Rolle, su cui c’è ancora parecchio da chiarire. Questa mattina i militari hanno fatto il punto nel corso di una conferenza stampa al Comando provinciale di Treviso.

 

Si ipotizza che Sergio Papa, il 35enne fermato per il duplice omicidio, possa aver avuto intenzione di bruciare i corpi. A far propendere gli inquirenti per questa ipotesi, il fatto che i vestiti indossati da Loris Nicolasi fossero intrisi di gasolio.

 

“Gli indumenti di Loris sicuramente odoravano di combustibile – ha spiegato il maggiore Giovanni Mura, a capo del Nucleo Investigativo -. Forse gasolio, perché sul posto è stata trovata una tanichetta di gasolio vuota rovesciata. Cosa che può far pensare che ci fosse l’intento di distruggere il corpo”.

 

L’arma del delitto non è ancora stata trovata. Forse i coniugi Nicolasi sono stati uccisi con una roncola, magari trovata tra gli attrezzi da lavoro. “Con le ferite presenti soprattutto sul corpo Loris è compatibile l’utilizzo della lama di una roncola, ma non è detto. Là utensili da lavoro ce ne sono parecchi, ma hanno tutti lama o quantomeno una punta”, prosegue.

 

Il movente? Forse potrebbe essere arrivato lì con l’intento di derubare i due anziani ed essere stato colto da un raptus dopo essere stato sorpreso. Sempre ipotesi, al momento. Il 35enne avrebbe prima ucciso lei, che tra le 7 e le 8 del mattino in genere andava a dar da mangiare alle galline, e poi lui, forse accorso in aiuto della donna.

 

“Può essere che l’arma sia stata trovata sul posto – ha puntualizzato il maggiore Mura – e questo spiegherebbe un raptus avvenuto dopo essere stato sorpreso. Poi ha infierito in modo sproporzionato rispetto al possibile movente del furto e questo giustifica la possibilità di una persona in stato di alterazione”.

 

Determinanti per arrivare a fermare il 35enne il fatto che si sia recato il 4 marzo a votare a Refrontolo e che l’8 marzo abbia acceso il telefono per mandare un messaggio d’auguri per la Festa della donna alla madre, consentendo di rintracciarlo dopo giorni passati probabilmente tra Padova e Mestre.

 

“Le speranze di un investigatore sono talvolta che chi è in fuga dia un segnale e lui effettivamente ce l’ha dato”, ha concluso. Fondamentale per arrivare al fermo di Sergio Papa è stata inoltre la collaborazione della gente di Cison di Valmarino.

 

“C’è stata un gran collaborazione con la comunità, soprattutto per quanto riguarda una serie di segnalazioni che ci sono arrivate in primis dalla famiglia, in particolare dalla figlia dei coniugi, ma anche poi dai vicini di casa – ha sottolineato il comandante provinciale dei carabinieri di Treviso, il colonnello Gaetano Vitucci -. Ci sono stati tantissimi cittadini che ci hanno dato parecchi elementi, magari per loro insignificanti, ma che per noi sono stati fondamentali per mettere a sistema tutto quanto e per cercare di ricostruire quello che è avvenuto prima, durante e dopo il tragico evento”. 

 

Vitucci ha evidenziato infine che sono passati appena dodici giorni dall’evento e che per questo c’è ancora molto da lavorare per far luce sull’accaduto. 

 

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