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23 agosto 2017

Treviso

Nuova vita per Santa Maria dei Battuti

La nuova piazza è stata inaugurata ieri sera con una grande festa di comunità

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TREVISO - C’è finalmente il lieto fine per la nuova piazza Santa Maria dei Battuti, inaugurata ufficialmente ieri sera con il taglio del nastro, musica e calici di prosecco. C’era infatti già stata una prima semi-inaugurazione, a inizio aprile per Treviso Fior di Città, ma la pavimentazione non era stata ancora completata e mancavano le nuove panchine, installate proprio martedì per l’inaugurazione di ieri sera. La piazza ora è pronta per accogliere le persone rendendo più affascinante e continuativo il percorso dal Quartiere Latino fino a San Leonardo e Cà dei Carraresi.

“Abbiamo dato vita ad uno spazio ritrovato. Buona piazza a tutti”- ha detto l’assessore ai Lavori Pubblici Ofelio Michielan al termine dei ringraziamenti per il lavoro svolto da parte degli uffici e dei tecnici, ma soprattutto per la pazienza, avuta in questi mesi, di commercianti e residenti che dopo un anno di cantiere possono ammirare il risultato finale.

Accedendo da piazza San Leonardo il disegno della pavimentazione rievoca il percorso porticato, in parte ancora esistente, che nei secoli scorsi incorniciava il lato sud, successivamente in parte demolito e in parte inglobato nei palazzi. L'uso di pietre e di lavorazioni diverse sottolinea i principi che hanno generato il progetto: le fasce in pietra bianca definiscono le “soglie” della piazza rispetto ai vari punti di accesso, sono un segno di accoglienza, inoltre uniscono trasversalmente gli spigoli degli edifici che si fronteggiano in una sorta di “cucitura” rispetto al “taglio” della precedente strada asfaltata. Attorno alla colonna, che proietta un'ombra simbolica in ciottoli a memoria della pavimentazione ottocentesca conclusa dalla fontana, si è generata un'area di incontro, un salotto all’aperto.

Quasi settemila lastre posate su disegno, di cui oltre un migliaio tagliate a misura, ventitre formati rettangolari e tre diverse lavorazioni della superficie formano il complesso disegno dei venti campi in cui è suddivisa la piazza: una composizione contemporanea con le pietre della tradizione che proietta sulla pavimentazione i fronti articolati dei palazzi che vi si affacciano. Il cielo della piazza è stato liberato dagli invadenti lampioni e dai cavi che lo tagliavano trasversalmente e longitudinalmente; i nuovi corpi illuminanti, donati da Osram, sono collocati con discrezione sotto ai cornicioni dei palazzi e alla sera esplicano le loro notevoli qualità tecnologiche: regolazione della temperatura del colore della luce e dell'intensità del flusso luminoso di ogni singolo proiettore gestiti da un sistema domotico che gestisce la programmazione degli “scenari” serali.

L’intervento cominciato a maggio del 2016 ha visto prima la presenza di ATS e della Sovrintendenza per la realizzazione dei sottoservizi e il recupero dei reperti archeologici. A dicembre l’impresa che si è aggiudicata i lavori ha potuto dare corso alle operazioni di riqualificazione durate fino all’inizio del mese di aprile di quest’anno.

Il quadro economico è di 200mila euro per gli interventi ai sottoservizi eseguiti e a carico di ATS e di 465mila euro più iva per la realizzazione dell’intero progetto. A questi vanno aggiunti i 160mila derivanti dagli sponsor.

 

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