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NUOVA SENTENZA DEL TAR SULLA PISCINA DI MOTTA

La maggioranza si difende, l’opposizione attacca
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Motta di Livenza - Una sentenza del Tar avrebbe messo in discussione la decisione del Consiglio di Stato che "liberava" da ogni pendenza giudiziaria la nuova piscina comunale (nella foto).

La questione si trascina ormai da quasi cinque anni. Il Comune indice un bando di concorso al quale partecipano due Ati: una pordenonese, l’Ati Moras e Bertolo, e una trevigiana. La prima vince il bando, la seconda ricorre al Tar per supposte irregolarità formali nel bando, contestando la scelta.

L’amministrazione comunale invece presenta ricorso al Consiglio di Stato, sicuro della bontà delle proprie scelte. Nel frattempo la Giunta sceglie di andare avanti con i lavori, il cantiere viene aperto e fioccano le polemiche.

La maggioranza, retta dalla precedente Giunta guidata proprio da Panighel, si risponde che attendere ulteriormente significava alzare a dismisura i costi, con il rischio che l’opera rimanesse solo sulla carta. Si va avanti, a fine dell’anno scorso si conclude l’opera e finalmente viene inaugurata: l’impianto funziona, sempre affollato. Oggi la sentenza del Tar. In questo contesto, il commento del gruippo di opposizione del PD, guidato dal capogruppo Maurizio Orlando.

Il quale ha detto:«“Avevamo ragione” sosteneva l'Assessore ai Lavori Pubblici all'indomani della sentenza del Consiglio di Stato pronunciatosi sui lavori della piscina. Avevamo ragione noi all'opposizione quando nello scorso Dicembre durante il Consiglio Comunale in fase di approvazione del bilancio, chiedemmo se fosse stata accantonata una cifra per pagare l'eventuale penale.... visti i ricorsi pendenti.

Oggi il TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) dice proprio così, il Comune di Motta dovrà risarcire l'ATI di Drusian di Oderzo.

Aspettiamo di leggere la sentenza per capire l'entità della somma da risarcire.

Noi del Partito Democratico, avevamo indicato a suo tempo, altre vie per perseguire la realizzazione della piscina, caldeggiando per esempio una fattiva collaborazion con l'Ospedale Riabilitativo di cui come Comune siamo soci amministratori, ma l'Amministrazione guidata dall'allora sindaco Panighel non ci ha mai dato ascolto ed in maniera aggressiva ha voluto portare avanti il proprio progetto, ignorando una parte in gioco, sino ad infilarsi in un vicolo cieco che oggi potrebbe portare a gravi conseguenza economiche per le casse Comunali.

Intanto lievitano a decine di migliaia di Euro, le spese legali e subito ci chiediamo chi pagherà.

Su questo chiederemo conto.

Ovviamente non i cittadini su cui gravano, per i prossimi 30 anni, i 5 milioni di Euro dell'intera operazione di costruzione.

Attendiamo il dispositivo della sentenza per capire meglio le ragioni, ma è chiaro sin d'ora che la Lega ha usato questi soldi commettendo errori oggi resi evidenti dalla giustizia amministrativa. E si creeranno ulteriori problemi legati al patto di stabilità. Qualche volta le opposizioni si dovrebbero ascoltare».

L’amministrazione – risponde l'assessore ai lavori pubblici Giampaolo Gargan – ha gestito l’appalto della piscina, vinto dall’ATI Moras & Bertolo sull’ATI Drusian (che ha poi presentato ricorso per supposte illegalità, n.d.r.), in totale trasparenza.

L’amministrazione ha raccolto tutti i necessari pareri e nullaosta dagli enti sovra-ordinati prima di procedere con la consegna dei lavori relativi al progetto presentato, dando garanzia della bontà dell’opera. Fin da subito l’ATI Drusian non ha digerito la decisione della commissione tecnica, che ne ha decretato l’esclusione.

Da qui un’ondata di inutili polemiche. Ma i fatti giuridici non risultano ancora chiari. Il comune ha realizzato una piscina conforme alla legge così come stabilito da apposita sentenza del Consiglio di Stato. Lo stesso ha accolto l’appello proposto dal Comuneannullando la prima sentenza del Tar escludendo definitivamente l’ATI Drusian e confermando la legittimità dell’aggiudicazione dell’ATI Moras.

Tale ragguardevole risultato – continua Gargan – ha determinato secondo noi un grosso successo sotto l’aspetto giuridico, premiando la nostra volontà di continuare nonostante un procedimento colmo di cavilli, fondato su inutili ricorsi avanzati dall’altra ATI.

Il Consiglio di Stato ha dunque espresso chiaramente e in maniera categorica il proprio parere dopo aver esaminato proprio la prima sentenza del TAR, sospesa in via cautelativa e poi definitivamente annullata.

Perciò il contenzioso in atto doveva ritenersi concluso perché le ragioni del ricorso, promosse dall’ATI Drusian e riferite alla conformità dell’impianto alle norme CONI, risultano infondate. Il progetto dell’ATI Moras ha invece acquisito parere favorevole dalla Commissione Impianti Sportivi di Roma, scongiurando ogni dubbio di supposte difformità.

Il rigetto del ricorso in primo grado ha determinato l’insussistenza di ogni altro ricorso dell’ATI Drusian in quanto esclusa in via definitiva dalla gara.

La decisione del Consiglio è di fatto inappellabile».

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Data di pubblicazione: 13-07-2009
Data ultima modifica: 13-07-2009

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