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20 agosto 2018

Treviso

Nuova sala radiologica al carcere di Treviso connessa con l'ospedale

Gli strumenti diagnostici all'interno della struttura penitenziaria invieranno in tempo reale le immagini al Cà Foncello

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TREVISO - La casa circondariale di Santa Bona a Treviso da oggi dispone di una sala radiologica collegata attraverso fibra ottica con l'ospedale Cà Foncello di Treviso, grazie alla quale potranno essere eseguiti esami diagnostici all'interno della struttura penitenziaria evitando così le frequenti traduzioni dei detenuti.

La sala dotata di un ecografo, un ortopantomografo ed un apparecchio radiologico digitale mobile , è stata inaugurata oggi dal direttore generale Francesco Benazzi e il direttore della Casa Circondariale Francesco Massimo.

Grazie alla connessione internet a banda larga recentemente attivata, gli strumenti diagnostici possono inviare in tempo reale le immagini all’Ospedale per la lettura. Con il nuovo servizio, non sarà più necessaria, quindi, la traduzione dei detenuti dal carcere al Ca’ Foncello, tranne nei casi di particolare urgenza. Questo si traduce in un risparmio per la Pubblica Amministrazione sia per le per le spese di trasferimento sia per l’impiego di agenti di Polizia Penitenziaria. Un risparmio di circa 30 mila euro l'anno se si considera che l’attività radiologica conta mediamente 300 invii all’anno, principalmente per lo screening antitubercolare ma anche per traumatologia minore, conseguenza soprattutto di attività fisica.

L’Unità operativa di Medicina Penitenziaria, diretta da Sandro Vecchiato, assicura l’assistenza ad un totale di circa 220 detenuti nella Casa Circondariale di Santa Bona, a cui vanno aggiunti 15 ragazzi dell’Istituto per Minori; di questi 130 sono in terapia giornaliera. Ogni giorno, vengono eseguite 30 visite mediche su richiesta degli ospiti, oltre alle visite specialistiche programmate. L’unità operativa dispone di 2 medici supportati da altri colleghi della Continuità Assistenziale, 1 odontoiatra, 1 psicologo, 6 infermieri, 1 educatore, 1 operatore sociosanitario.

“L’inaugurazione di questa sala – spiega Francesco Massimo, Direttore della Casa circondariale - oltre a confermare la più che fattiva collaborazione che intercorre tra l’amministrazione penitenziaria locale e l’Usl2 è certamente il segno di una sempre maggiore attenzione di entrambe le realtà lavorative nei confronti dell’utenza detenuta. E’ altresì palese che eseguendo la maggior parte gli accertamenti diagnostici radiologici in Istituto si avrà un evidente risparmio sia sotto il profilo economico sia per quanto concerne l’impiego di risorse umane”.

 

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