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22 ottobre 2018

Ambiente

Notte di San Lorenzo, dove e come vedere più stelle cadenti

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Cacciatori di stelle cadenti? Il ‘bottino’ più ricco potrebbero assicurarselo quelli che scruteranno la volta celeste da Alicudi e Filicudi; dalla parte nord dell’Alto Adige, al confine con l’Austria; dalla Sardegna, soprattutto a metà della costa est; dalla Maremma toscana verso il grossetano e da alcune zone della Basilicata.

Impresa più difficile, invece, per chi trascorrerà la Notte di San Lorenzo in Val Padana o nelle grandi città come Roma, Napoli, Torino e Milano, nella valle dell’Arno o in Puglia (Gargano a parte). Vita dura per gli appassionati italiani di astronomia e per chi, più semplicemente e secondo tradizione, non rinuncia ad esprimere desideri.

Perché (l’eccesso di illuminazione che compromette la visione nitida della volta celeste) complica un po’ le cose, soprattutto in Italia.

 

“Ad oggi l’Italia è tra i Paesi del G20 con il maggiore inquinamento luminoso. Produciamo più luce pro capite rispetto ad altre nazioni: il triplo della Germania. Peggio di noi fanno Belgio, Olanda e Singapore”, spiega all’Adnkronos Fabio Falchi, presidente di CieloBuio, Coordinamento per la protezione del cielo notturno.

E allora? Per assicurarci una notte di San Lorenzo davvero magica, il primo consiglio è di consultare perché se la situazione dell’inquinamento luminoso riguarda tutto lo Stivale, qualche eccezione c’è e chi vive o può recarsi in queste ‘isole di buio’ potrà godersi una notte davvero magica.

Guardando la mappa dell’Italia, bisogna tenere presente che “l'inquinamento è sempre maggiore passando dal nero al grigio ai tre livelli di blu, ai due di verde, al giallo, all'arancio, al rosso, al magenta, rosa e al bianco (il livello con l'inquinamento luminoso massimo). Diciamo che per avere un cielo decente per osservare le stelle e le stelle cadenti bisognerebbe spostarsi nelle zone rappresentate in verde (meglio il verde scuro o meglio ancora il blu)”, spiega Falchi.

Ma non tutti possono raggiungere le Eolie o il confine con l’Austria per esprimere il proprio desiderio nel cassetto. In questo caso, ecco i consigli per sfruttare al meglio il cielo che abbiamo a disposizione.

 

Intanto, bisogna tenere presente che il picco di visibilità delle stelle cadenti non coincide più con la Notte di San Lorenzo, ma che negli anni si è gradualmente spostato in avanti e ora cade nella notte tra il 12 e il 13 agosto.

Questo non vuol dire che nei giorni precedenti o successivi non si possano avvistare le ‘lacrime’ del Santo, ovvero lo sciame delle Perseidi, ma è un paio di giorni dopo il fenomeno astronomico dà il meglio di sé.

Qualunque sia la data scelta, la regola numero uno è armarsi di pazienza e non perdersi d’animo se non si avvista subito una stella cadente: meglio mettersi comodi, portarsi dietro una sedia sdraio o un telo, sistemarsi in un posto da cui la visuale del cielo sia libera e guardare in direzione nord-est.

L’orario migliore? Dopo la mezzanotte, andando verso mattina, “quando più luci sono spente e la Terra, percorrendo la sua orbita, ci pone proprio di fronte alle stelle cadenti. Un po’ come quando andiamo in auto verso un temporale: dal parabrezza vediamo molte più gocce di pioggia che non dal lunotto posteriore”, spiega il presidente di CieloBuio.

 

E per chi abita in una grande città, come le citate Roma e Napoli, Torino e Milano, il consiglio è di farsi almeno 30-40 km per allontanarsi dall’area urbana e ridurre l’impatto dell’inquinamento luminoso sulla visibilità del cielo.

 

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