14 dicembre 2019

Conegliano

"La nostra scuola cade a pezzi, qui nessuno si sente al sicuro": sciopero e protesta all'Itis di Conegliano

Ma il preside rassicura: "Nessun problema strutturale e nessun pericolo per gli studenti"

Roberto Silvestrin | commenti |

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CONEGLIANO - “La nostra scuola cade a pezzi, nessuno qui si sente al sicuro”: è la protesta riportata da Marcos Costa, rappresentante degli studenti all’Itis Galilei di Conegliano, dove è nata la protesta. Gli allievi dell’istituto sono pronti a scioperare venerdì 15 marzo, e a protestare davanti ai cancelli della scuola.

 

“Una parte dell’istituto è ancora inagibile dopo l’allagamento – spiega Marcos, 20enne studente dell’ultimo anno -. Quell’ala è chiusa e non ci si può fare lezione, ma non è tutto. Ci sono altre situazioni inaccettabili e crepe sui muri della struttura”. Per venerdì prossimo è stato quindi indetto lo sciopero, con annessa manifestazione di fronte all’Itis.

 

La speranza di Marcos è che “tutti i circa 300 studenti partecipino all’iniziativa”. Gli studenti sperano di smuovere la situazione “alzando la voce”: lo faranno in concomitanza con gli scioperi studenteschi di tutta Italia per il cambiamento climatico. Gli allievi sono preoccupati per la situazione della loro scuola e chiedono garanzie, oltre che interventi celeri. “Vengono a fare i rilievi una volta al mese – denuncia Marcos -, ma qui non è cambiato nulla”. Da qui la decisione di scendere letteralmente in strada, davanti ai cancelli della scuola.

 

A dare rassicurazioni però ci ha pensato il preside Salvatore Amato: “La parte che ha subito danni dopo l’allagamento verrà sistemata, i lavori inizieranno tra aprile e maggio. Dovrebbe essere pronta per settembre o ottobre”. L’altra parte della struttura invece – continua il preside - “è in perfetto stato di funzionamento. E’ sicura, sono state fatte le varie verifiche. Non ci sono assolutamente problemi per la sicurezza degli studenti dove ora si tengono le lezioni. E anche nella parte che è stata allagata non ci sono problemi strutturali”. E le crepe? “E’ vero, ci sono – chiarisce Amato -, ma dopo tanti sopralluoghi è stato accertato che non ci sono problemi strutturali”.

 

Si tratterebbe solo di crepe superficiali, come è stato spiegato anche ai genitori degli studenti, dovute al fatto che l’istituto si trova sopra ad un terreno di tipo argilloso e che i lavori di consolidamento sono stati eseguiti solo in parte, negli anni. “Non ci azzarderemmo mai a mettere gli studenti in aule non sicure”, continua il preside.

 

L’Itis è peraltro destinatario di un finanziamento di 6 milioni di euro che porterà, in futuro, ad una mega ristrutturazione e ricostruzione della scuola. “Anche dal punto di vista sismico la scuola è sicura”, conclude Amato.

 



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Roberto Silvestrin

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