18 novembre 2019

Non burqamoci la testa

Categoria: Notizie e politica - Tags: Zaia, burqa

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Emanuela Da Ros | commenti |

E' (quasi) Natale o è Carnevale?

 

Lo chiedo perché mi pare che qui si stia sfogliando capricciosamente il calendario. O che quest'ultimo sia come un puzzle, con le tessere che entrano maldestramente nel posticino adeguato.

 

Anziché parlare di remagi/bambinGesù/pandistelle-o-stella-cometa, l'attenzione di alcuni dei nostri politici-di-riferimento si è spostata nella sfera "costumi".

 

Come un novello Karl Lagerfeld (quello stilista col viso travisato da grandi occhiali scuri), il governatore Luca Zaia sta dettando legge in fatto di moda.

 

In una recentissima dichiarazione, ha detto di voler fare come Maroni (ognuno ha i suoi miti) e di voler vietare il burqa in ospedali e uffici della regione.

 

Zaia ha spiegato che le sue direttive non hanno propriamente delle ragioni fashion, ma sono dovute a quella cosa che si tira in ballo ogni volta che il menù di iniziative è scadente: la sicurezza. Come il formaggio a fine pasto, la porzione "sicurezza" non si rifiuta mai.

 

Il fatto è che Zaia sta proponendo un modello normativo vintage. L'articolo 5 della legge 152 del 1975 (che si rifà al Regio decreto 773 del 1931) vieta infatti espressamente che ci si possa nascondere il volto e la testa "mediante l'impiego di qualunque mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona".

 

Il governatore-del-leone propone dunque di discutere e votare una norma già in atto. Di farne un doppione. O di riprenderla per mano per insistere deliberatamente solo su un lenzuolone ingombrante come un burqa. E, in effetti, alla proposta sono seguite scie cosmico-cosmetiche di perplessità, polemiche, applausi, eccetera.

 

Tutto quanto fa moda, insomma.

Per quanto mi riguarda, non voglio entrare nel merito delle scelte stilistiche di Zaia, che pure è trendyssimo quando vuole. Ma un suggerimento da dargli ce l'avrei: proporrei di vietare l'ingresso in ogni interno piùomeno affollato alle donne con naso/bocca/zigomi (e pure tette) siliconati. Il silicone rende infatti irriconoscibile il volto autentico di una persona e - per carità- lasciando a ciascuno la libertà di gonfiarsi il volto come ritiene, limiterei l'accesso alle facce-di-gomma in tutti i luoghi dove non rimbalzerebbero.

 

Ecco, io farei una legge per autorizzare l'ingresso alle facce siliconate esclusivamente nelle palestre dove si pratica la pallavolo o il basket.

Dico: ve le immaginate le labbrone della Parietti finire a canestro?

Lo so. Lo so. Sto dando di matto. Ma è Carnevale, o no?



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