21 agosto 2019

Cronaca

"Nomine pilotate", arrestato sindaco Legnano

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Il sindaco leghista di Legnano (Milano) Gianbattista Fratus, il vicesindaco in quota Forza Italia Maurizio Cozzi e l'assessore alle Opere pubbliche Chiara Lazzarini sono stati arrestati questa mattina. I tre rispondono a vario titolo di turbata libertà̀ degli incanti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e corruzione elettorale. In carcere è finito solo Cozzi, mentre a Fratus e Lazzarini sono stati concessi i domiciliari.

 

Il prefetto di Milano Renato Saccone, oltre a sospendere i tre arrestati, ha commissariato Comune. "Il prefetto - spiega una nota - considerato il caso di necessità ed urgenza, per garantire il normale funzionamento del Comune, ha nominato il vice prefetto dottoressa Cristiana Cirelli commissario per la provvisoria gestione dell'Ente, con le funzioni del sindaco e della giunta".

 

Un sistema corruttivo portato avanti con ''spregiudicate manipolazioni di procedure'' e con la ''nomina di amici e conoscenti, manovrabili e in futuro riconoscenti'', è in sintesi l'esito delle indagini dell'operazione chiamata 'Piazza Pulita' che ha portato all'arresto dei tre. ''Le principali nomine delle società partecipate dal Comune di Legnano e le stesse nomine all'interno dell'amministrazione comunale sono state pilotate dai soggetti sotto indagine'', ha affermato il sostituto procuratore di Busto Arsizio Nadia Calcaterra aggiungendo che "tra gli indagati c'era uno scarsissimo senso della legalità. ''Allarmante e disarmante - ha detto - che non percepissero nemmeno il senso della gravità di quello che stavano facendo, quasi fosse un modus operandi diffuso e quindi legalizzato''.

 

In pratica a Legnano il sistema di assunzioni pilotate prevedeva ''selezioni parallele. Il nucleo di valutazione individuava il soggetto, lo contattava e poi modulava l'avviso di selezione anche dal punto di vista della tempistica, in modo da agevolarne l'assunzione'', ha sottolineato ancora il sostituto procuratore di Busto Arsizio. Dalle indagini su Piazza Pulita è emerso ''il prezzo'' pagato dal sindaco di Legnano per l'appoggio elettorale: ''E' emerso - ha sottolineato Calcaterra - come il sindaco nel 2017 abbia stretto un accordo in sede di ballottaggio con uno dei candidati che aveva perso al primo turno elettorale. In virtù di questo accordo il sindaco avrebbe assicurato, in cambio dell'appoggio elettorale promesso, una nomina, a lui o altra persona all'interno di una società municipalizzata, situazione che effettivamente le indagini hanno permesso fotografare. Alla fine dello scorso anno il prezzo è stato pagato dal sindaco, il quale ha costretto a dimettersi una consigliera di una società municipalizzata e al posto suo ha nominato la figlia del candidato escluso''.

 

Tra le nomine pilotate ve ne sono anche di quelle che ''presentano profili di assoluta incompatibilità con gli incarichi e gli indagati ne sono ben consapevoli. Soggetti che non hanno competenze specifiche in materia di entri locali, competenze non adeguate al ruolo e soggetti che hanno procedimenti penali in corso'', ha spiegato sempre il sostituto procuratore di Busto Arsizio.

 

SALVINI - In merito alle indagini, "non commento" ha detto il ministro dell'Interno. "Ho fiducia nei miei uomini e nella magistratura. Spero che tutte queste indagini che si stanno aprendo si chiudano in fretta per distinguere colpevoli e innocenti".

 

DI MAIO - "Credo che ormai sia chiaro ed evidente che c'è un'emergenza corruzione enorme in questo Paese con una tangentopoli bis", ha affermato il vicepremier. "Una nuova tangentopoli che sta colpendo tutte le forze politiche, tutti i partiti. Noi dobbiamo arginare questo comportamento, anche con un atteggiamento politico diverso".

 

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