SORPASSOMETRI E VIDEOSORVEGLIANZA CONTRO LE STRAGI STRADALI
Il prefetto Capocelli promette misure severe per punire chi guida irresponsabilmente
Treviso - Per fermare le stragi della strada sono in arrivo sorpassometri e videosorveglianza fissa in A4. Lo ha annunciato il prefetto Vittorio Capocelli assieme alla collega bellunese Provvidenza Delfina Raimondo.
Questi nuovi mezzi tecnologici serviranno per stanare gli spericolati che sfrecciano a velocità folli sull’A4. Il sistema di controllo interesserà il tratto trevigiano dell’autostrada, ma potrebbe venire poi usato anche su statali e regionali di Marca.
Capocelli annuncia molti cambiamenti che porteranno ad identificare i sorpassi di moto e veicoli con appositi strumenti. Per ora si tratta di individuare i posti precisi per posizionare gli apparati e di capire quanti ne servono. Quest’operazione porterà a maxicontrolli a sorpresa con centinaia di uomini delle forze dell’ordine impegnati in posti di blocco lungo le principali strade della Marca e del Bellunese. Il primo è avvenuto da martedì sera all’alba di mercoledì: 487 uomini impegnati, 218 auto per 388 postazioni. Oltre 2000 persone identificate (1.749 italiani e 341 stranieri, di cui 3 espulsi).
Il sorpassometro è un dispositivo che sanziona i sorpassi vietati: viene utilizzato nei tratti in cui vige il divieto di sorpasso per mezzi pesanti e non risparmia nemmeno i veicoli che marciano in corsia di emergenza. Inquadra i veicoli nel senso opposto di marcia, riprendendo quindi la targa posteriore che sorpassa quando non potrebbe. Si tratta di una videocamera digitale, collegata a un computer, che consentirà di tenere sotto controllo 24 ore su 24 i punti più pericolosi dell’A4. Il congegno consente la trasmissione di migliaia di foto via Gprs ad un computer del centro elettronico della Polstrada. Qui un softaware interpreta il segnale e lo rimanda in automatico, grazie all’intranet del Viminale, alla sala operativa del comando provinciale competente, dove un operatore può verificare i sorpassi con un filmato ad alta definizione che registra i 5 secondi precedenti e i 10 successivi all’infrazione, individuando targa e dati dell’intestatario.
Il procuratore Antonio Fojadelli, responsabile dell’osservatorio sulla sicurezza stradale, plaude all’iniziativa anche se rileva che il vero problema sta nell’attitudine all’indisciplina di molti automobilisti e nella mancanza di rispetto della convivenza civile. A significare che oltre alla tecnologia, per fermare le stragi ci vorrebbero corsi di educazione civica.



26/01/2010
Cosa dicono i lettori
sorpassometro
Stimo il Dr. Fojadelli ma i corsi di educazione civica non credo servano a molto. I ragazzi di 18-25 anni si credono tutti, come noi ai nostri tempi, dei piloti. Perchè non istituire l'obbligatorietà di un corso di guida sicura ai neopatentati. Posso assicurare che chi si mette alla prova in pista poi si rende conto di non saper guidare, o almeno di non essere un pilota.
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