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19 novembre 2017

Treviso

DROGA A SCUOLA, FAION QUERELA STIFFONI

Il senatore leghista rivolgendosi alla preside avrebbe detto: "Braccia sottratte all'agricoltura"

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Treviso - Faion querela Stiffoni. La preside del liceo Canova lo aveva annunciato e ora passa ai fatti, querelando il senatore del Carroccio Piergiorgio Stiffoni che l’aveva definita «braccia strappate all’agricoltura». La querelle tra i due – all’epoca Faion era stata candidata alle elezioni comunali nelle liste di Rosi “Città mia” - era iniziato in seguito all’inchiesta della squadra mobile di Treviso nominata «zero in condotta» che aveva portato alla luce un massiccio uso di droghe, soprattutto tra i giovanissimi e, in particolare, fra tra gli studenti del Canova.
Stiffoni, ritenendo responsabile della situazione la Faion aveva fatto un’interrogazione al ministro dell’Istruzione Gelmini in cui scriveva: «Le notizie apparse in questi giorni mettono in luce uno spaccato sociale che desta profonda preoccupazione in quanto undici studenti, alcuni minorenni, di importanti scuole cittadine quali i licei Canova, Duca degli Abruzzi e Da Vinci, dopo giorni di indagini anche a mezzo di intercettazioni telefoniche, sono stati inquisiti e due di essi addirittura arrestati per detenzione, spaccio ed utilizzo di sostanze stupefacenti». Stiffoni va giù pesante: «L’assenza di vigilanza sugli studenti è evidente tanto che un genitore convocato in Questura con il figlio è venuto a conoscenza che quest’ultimo era stato assente dalle lezioni per 25 giorni consecutivi, senza che nessuno tra i professori o il preside si fosse premurato di chieder spiegazioni della causa o avvertire il padre. E a febbraio la Faion è stata invitata a un vertice in Questura per cercare soluzioni al problema dell’uso di stupefacenti da parte degli studenti, ma la Faion si è fatta sostituire da una vice dirigente, che ha dichiarato che al Canova il problema della droga non esisteva». E quindi? «Chiedo inoltre se il ministro non ritenga necessario interessare gli organi competenti al fine di sollevare dal suo incarico la Faion». La questione ora sarà competenza di un giudice.

 

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