MILITARI ANCHE A TREVISO
Gobbo li ha chiesti a Maroni, proponendo l'utilizzo di quelli che già si trovano nelle caserme della Marca
Treviso - Il sindaco di Treviso ha chiesto al ministro Maroni i soldati per pattugliare la città . E se Treviso non dovesse inserita nel decreto sicurezza, Gobbo proporrà di poter utilizzare i militari presenti nelle caserme trevigiane, per presidiare, soprattutto, le aree più interessate dallo spaccio di droga. Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha assicurato che: «Subito dopo la conversione in legge del decreto sicurezza, prevista per il 31 luglio, metteremo a disposizione del ministero dell’Interno tremila soldati. Di questi duemila saranno dislocati su siti sensibili per liberare agenti di polizia e rafforzare la vigilanza anche nei luoghi di vacanza. Con gli altri mille soldati daremo vita alle prime pattuglie con altre forze di polizia in dieci città italiane tra cui sicuramente Roma, Napoli e Padova»
Treviso, dunque, non è prevista, ma il primo cittadino fa sapere che i militari presidieranno anche il capoluogo della Marca. Infatti, spiega che pur di garantire la sicurezza dei cittadini la Lega è disposta a fare qualsiasi cosa, ricordando che come movimento la Lega è stata la prima a chiedere l’utilizzo dei soldati per le ronde sul territorio. Ma c’è il rischio, teme Gobbo, che Treviso non rientri tra le città «sensibili» indicate nel decreto legge. Pertanto Gobbo ha già pronto il suo piano. Ha già parlato con il ministro dell’Interno, suo compagno di partito, per studiare la possibilità di utilizzare i militari presenti nelle caserme della provincia. In questo modo, sostiene Gobbo, non si andrà a gravare sui mille soldati già previsti nel pacchetto sicurezza.



21/07/2010
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