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ELEZIONI A TREVISO, GENTILINI: "VENTENNIO LEGHISTA"

Il vincitore Gian Paolo Gobbo annuncia che lo "Sceriffo" sarà di nuovo vicesindaco

Treviso – “Questa amministrazione va verso il ventennio leghista, e voi capite che il ventennio è una cosa che mi ricorda il passato, la maschia gioventù che lavorava, faceva il suo dovere e obbediva alle leggi”. Giancarlo Gentilini, prosindaco di Treviso, non tiene a freno la sua torrenziale eloquenza nella mattina che segue l’ennesima riconferma della Lega Nord alla guida del Comune e l’affermazione della sua lista civica, prima in città. “La gente - prosegue lo sceriffo -  vuole sicurezza, obbedienza, rispetto. Non voglio zingari ed extracomunitari clandestini”.

Manda poi un messaggio, neanche troppo in codice, ai candidati dei partiti di sinistra. “Queste elezioni sono state una grande pulizia anche da un altro punto di vista - dice - perchè adesso ci sono anche gli extraparlamentari. Lo dico ai no global ed a quei personaggi che non trovano più spazio nell’arco costituzionale: a casa tutti”. Non meno spigoloso è, tuttavia, il segnale che invia agli alleati del Pdl, ai quali spetteranno probabilmente quattro assessorati. “Li voglio a mia immagine e somiglianza”, sottolinea Gentilini, spingendosi in riferimenti storici sulla Grande Guerra e ricordando che “in un primo tempo l’esercito italiano aveva soldati italiani e poi si sono aggiunti reparti che venivano anche da altri stati”.

Così, nelle ore in cui il riconfermato Gian Paolo Gobbo annuncia che Gentilini sarà nuovamente prosindaco della città, mentre per la nuova giunta, bisognerà aspettare la prossima settimana “quando tutto sarà definito nei particolari”, lo sceriffo innesca la polemica con l’evocazione nostalgica del ventennio fascista.


“Nulla di nuovo – afferma lo sconfitto Franco Rosi (Pd) -, queste manfrine di Gentilini, più da uomo di spettacolo che da politico, le ascoltiamo da quando lo conosciamo”. “Da eccepire – prosegue Rosi - ci sarebbe molto, ma di nuovo in realtà non c’è nulla. Ci aspettiamo un quinquennio molto vivace, soprattutto per gli alleati. A meno che non si decida, fra qualche mese e con modi soft, di iniziare a mettere da parte Gentilini, dopo aver ricavato da lui tutto quanto elettoralmente si poteva ricavare”.


“Abbiamo scoperto - rileva invece Nicola Atalmi (Sinistra Arcobaleno) - che nella lista del Pdl c’era un nome riconducibile al gruppo di Forza Nuova, per fortuna non eletto. A parte questo è noto che Gentilini sia fuori controllo e sarà lui, più che Gobbo, a comandare veramente. Questo linguaggio mi ha sempre preoccupato, il fatto è che non posso neanche più appellarmi al governo nazionale. L’unica cosa che si può fare è ribattere colpo su colpo”

Criptica infine l’espressione usata da uno dei probabili assessori, l’ex presidente di Confcommercio Renato Salvadori (Pdl), in merito all’aspettativa di Gentilini verso alleati che siano a sua “immagine e somiglianza”. Se la metafora usata è quella dei reparti stranieri che si unirono all’esercito italiano nella Grande Guerra, Salvadori rileva che l’espressione è “patriottica, elegiaca e per questo condivisibile”.

(Foto OggiTreviso)

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Data di pubblicazione: 17-04-2008
Data ultima modifica: 18-04-2008

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