12 dicembre 2019

Treviso

Violenza sulle donne, a Treviso 23 aiutate dalla Casa rifugio

Il 25 novembre un convegno per riflettere sulla violenza di genere e un progetto per sensibilizzare gli studenti delle scuole superiori

Isabella Loschi | commenti |

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violenza sulle donne

TREVISO - A Treviso, da gennaio a ottobre di quest’anno, sono già 23 le donne vittime di violenza, accolte e aiutate dalla Casa rifugio di Treviso. La struttura, che serve tutto il territorio provinciale, è stata attivata nel gennaio 2018 grazie ad un finanziamento regionale vinto dal Comune di Treviso con il progetto presentato in partnership con la Cooperativa La Esse e la Casa Religiosa Domus Nostra, per dotare la città di un luogo dove accogliere e dare assistenza alle vittime. Casa Rifugio in neanche due anni ha fornito un primo soccorso qualificato e assistenza a tante donne vittime di violenza e con loro tanti minori. Un problema, quello della violenza assistita da minori, che si fa sempre più urgente.

"Solo nei primi 10 mesi del 2019 sono 15 le donne accolte in pronta accoglienza con 26 minori e 8 le donne in Casa Rifugio con 8 minori», spiega Gloria Tessarolo, assessore alle Politiche Sociali e Pari Opportunità. "Oggi il tema dell’ascolto del minore non può essere scisso dall’intervento a favore delle donne vittime di violenza. Proprio dall’esperienza con la Casa Rifugio - sottolinea - è nata l’esigenza di condividere con la rete dei soggetti che operano nell’ambito della violenza di genere, metodologie, riflessioni e prassi operative per consentire alle donne e ai minori vittime di violenza di avere risposte efficaci ed immediate al loro bisogno".

Per questo, in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne che si celebra il 25 novembre, e nell’anno del trentennale della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, il Comune di Treviso ha deciso di promuovere un convegno focalizzando l’attenzione sul tema della violenza assistita da minori e sulla necessità dell’ascolto. Di questo e della difficoltà delle donne di allontanarsi dalla relazione maltrattante si parlerà al convegno dal titolo “Sentire, Ascoltare, Ascoltarsi” che si svolgerà il 25 novembre, dalle 8.30 alle 13.30, all’Auditorium del museo Santa Caterina e rivolto ad un pubblico di operatori socio-sanitari, insegnanti e forze di polizia. I relatori saranno l’equipe della Casa Rifugio per donne vittime di violenza di Treviso con Cristina Tonon, referente ambito violenza di genere del Comune di Treviso, la psicologa Claudia Ceccarello, Fanny Berlese codirettrice Casa Religiosa Domus Nostra, Mirela Ismaili, assistente sociale alla Casa Alma di Asolo, Silvia Salcuni professore associato di psicologia dinamica del dipartimento di Padova e Roberta Durante, psicologa coordinatrice dell’equipe specialistica di Treviso in materia di abuso sessuale e grave maltrattamento dei minori.

Il 29 novembre, invece, all’Auditorium delle scuole Stefanini, ore 20.30, saranno raccontate le storie di donne vittime di violenza con lo spettacolo teatrale “In piedi, signori, davanti ad una donna” organizzato dal centro antiviolenza Telefono Rosa di Treviso in collaborazione con il Comune. Le storie raccolte da telefono Rosa, sono messe in prosa e rappresentate dalla compagnia teatrale “TemaCultura”. Durante la serata verranno raccolti fondi per il centro antiviolenza di Treviso.

E’ rivolto a 362 ragazzi e ragazze di sei scuole superiori della Provincia il progetto #vietatomorire che l’assessorato sta portando avanti con con l’equipe della Casa Rifugio. L’obiettivo è sensibilizzare i giovani rispetto al fenomeno della violenza di genere attraverso un approfondimento delle dinamiche relazionali disfunzionali e di conoscenza della rete dei servizi dedicati.

 



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