19 novembre 2019

Conegliano

Ancora batteri nelle acque di Conegliano: registrato un altro superamento dei limiti

Il "caso" riguarda il pozzo del Colnù in via Calpena, che è stato chiuso

Roberto Silvestrin | commenti |

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CONEGLIANO - Ancora batteri nelle acque coneglianesi, dopo il primo episodio di giugno. Il 5 luglio è arrivata da Arpav la comunicazione urgente relativa al campione di acqua prelevata dal pozzo del Colnù, in via Calpena: il rapporto di prova parziale evidenziava il superamento dei limiti stabiliti per i “batteri coliformi a 37O C”, il cui valore riscontrato – si legge nel documento dell’Ulss - “è pari a 12 Ufc/100ml”.

 

“Sempre nello stesso giorno è stato effettuato un campione di acqua presso la fontana pubblica del parco giochi di via Lourdes; il rapporto di prova parziale non evidenza problematiche di natura biologica – continua il documento -. Tale punto di prelievo era alimentato prevalentemente con l’acqua del suddetto pozzo Colnù”. Pozzo che è stato chiuso già il 4 luglio scorso, dopo i prelievi effettuati il giorno prima. Secondo quanto riportato dal primo cittadino Fabio Chies, il pozzo sarebbe tuttora chiuso. 

 

La comunicazione dell'Ulss, con oggetto "rapporto di prova non conforme relativo ad acqua destinata al consumo umano prelevata nel comune di Conegliano", è stata inviata a Piave Servizi e al sindaco. 

 

“Arpav ha trovato ancora un campione di acqua non conforme per presenza di batteri coliformi – annuncia il capogruppo Pd Alessandro Bortoluzzi -. Ho presentato una interpellanza in merito. Chiedo al sindaco qual è la situazione e se il pozzo del Colnù è ancora fuori rete”. A giugno gli sforamenti erano stati evidenziati nella fontana pubblica di via Papa Giovanni XXIII e nel rubinetto del bagno del distretto socio-sanitario di via Galvani. In entrambi i casi era stato registrato il superamento dell’indicatore “batteri coliformi 37O C”.

 

In via Galvani era stato inoltre superato anche il parametro indicatore dell’Escherichia Coli. Va specificato che nel caso registrato a luglio – diversamente da quello precedente – l’Ulss non ha chiesto l’emanazione di nessuna ordinanza sul consumo dell’acqua. “Su questi problemi, che comprensibilmente possono accadere, il sindaco comunque non ha informato i cittadini in modo trasparente”, dichiara Bortoluzzi.

 

In serata sono arrivate le rassicurazioni di Piave Servizi

 



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