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25 giugno 2019

Esteri

Libia, "in 100mila pronti a partire per l'Italia"

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"Arriva a circa 100mila il numero complessivo dei migranti posizionati lungo tutta la costa libica, che sarebbero pronti ad imbarcarsi per l’Italia appena dovessero ricevere il segnale di farlo". E' quanto scrive la Stampa, citando le stime dei rapporti di intelligence.

 

"Se l’offensiva lanciata dal generale Haftar contro Tripoli si trasformasse in una guerra riconosciuta ufficialmente come tale dall’Onu, lo status legale di queste persone cambierebbe, e per il governo italiano diventerebbe impossibile rifiutare di aiutarle", sottolinea il quotidiano torinese. "I rapporti di intelligence parlerebbero di almeno 6.000 profughi pronti a partire", scrive ancora La Stampa, ma "la stima complessiva più realistica, effettuata sul campo, dice invece che lungo l’intera costa libica ci sono circa centomila esseri umani praticamente con i piedi nell’acqua. Alcuni si qualificano come rifugiati, e altri come migranti".

 

"Al numero complessivo - rileva il quotidiano - andrebbero aggiunti anche i cittadini libici, come ha avvertito l’Alto commissario Onu per i Rifugiati, Filippo Grandi, che nel caso dell’esplosione di una vera guerra civile a tutto campo potrebbero iniziare anche loro a cercare rifugio lontano dal proprio paese".

 

Nel frattempo continua a salire il bilancio delle vittime. I morti sono ormai 264 e 1.266 i feriti ha reso noto nella notte l'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) in un tweet. "L'Oms - si legge - si unisce all'Ocha (Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari, ndr) nel chiedere una cessazione temporanea delle ostilità e a tutte le parti di rispettare il diritto internazionale umanitario".

 

Gli ultimi sviluppi in Libia saranno al centro di una riunione consultiva al Cairo organizzata dalla presidenza egiziana e alla quale parteciperanno diversi leader africani. Lo ha riferito il sito del quotidiano 'Al-Ahram', citando una nota diffusa dallo staff del presidente Abdel Fattah al-Sisi. Si discuterà di come rilanciare il processo politico e allo stesso tempo dei modi per "combattere il terrorismo nel Paese". Oltre ad al-Sisi, saranno presenti il presidente del Ruanda, Paul Kagame, il presidente del Sudafrica, Cyril Ramaphosa, ed il presidente del Congo nonché presidente della Commissione dell'Unione africana, Denis Sassou Nguesso.

 

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