12 dicembre 2019

Nord-Est

Fugge in Alpago per evitare i pesticidi, ora le piantano i vigneti vicino a casa

Milva è affetta da Sensibilità chimica multipla: "Qui i vigneti spuntano come funghi"

Roberto Silvestrin | commenti |

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Roberto Silvestrin | commenti |

 

PIEVE D'ALPAGO - Era fuggita dai frutteti e dai trattamenti chimici per approdare in una delle poche “oasi” senza inquinamento, ma ora il territorio in cui abita si sta letteralmente tappezzando di vigneti. Una situazione già difficile in sé, ma ancora di più per chi, come Milva, soffre di problemi di salute.

 

Milva Foltran (nella foto) ha 55 anni, e dopo il 2002 – anno in cui iniziò a manifestare i primi sintomi – ha scoperto di essere affetta da Sensibilità chimica multipla. Una malattia al 100% invalidante, che le impedisce di lavorare. “Devo stare lontano da tutto ciò che è chimico”, testimonia la donna.

 

Questo vuol dire, per esempio, che per lei è difficile anche andare al supermercato, se qualche cliente utilizza un profumo forte o di scarsa qualità. I sintomi sono, in sostanza, quelli di una reazione allergica: “Mi si chiude la gola, mi manca il respiro e mi si gonfiano gli occhi”, racconta Milva.

 

La sua malattia le impone anche di usare i guanti, visto che non può entrare in contatto con molti materiali, metalli compresi. I problemi ci sono a 360 gradi: inalazione, contatto e alimenti. “Si perde la lucidità e si ha un gran senso di stordimento”, racconta la donna.

 

Che è costretta a utilizzare dei detersivi particolari, senza odori: quando lava i piatti indossa anche una mascherina, che si porta sempre appresso, per utilizzarla al bisogno. Fino ad un anno fa Milva viveva a Pordenone, dove – dice lei - “la situazione era insostenibile”.

 

Perché i vicini avevano un frutteto a pochi passi dalla casa in cui viveva. “Lì facevano i trattamenti e usavano il diserbante – spiega -. Pensavo di morire soffocata”. Il tutto a pochi passi dalla sua abitazione: il diserbante veniva spruzzato a due metri dalla casa, gli antiparassitari a dieci.

 

Anche e soprattutto per questo un anno fa si è trasferita a Torch, nel comune di Pieve d’Alpago, insieme al compagno e alla figlia. Dopo un anno ha iniziato a sentire dei miglioramenti, grazie all’aria sana. I giri in bicicletta per lei sono un toccasana, un modo per disintossicarsi, dei veri e propri “bombardamenti di ossigeno”.

 

Ora, però, quella che sembra quasi una beffa: “Stanno piantando vigneti anche qui – continua Milva -. Si tratta, ci hanno detto, di vigneti resistenti, per cui servono solo solfato e zolfo”. Ma per una persona affetta da multisensibilità chimica, questo fa poca differenza.

 

Un vigneto si trova a 400 metri di distanza, in linea d’aria, da casa sua. Un altro, che deve ancora arrivare, verrà piantumato a circa 300 metri dalla sua abitazione. “Qui i vigneti spuntano come funghi – spiega -, e io non sono la sola ad essere infastidita da questo. Qui ci si chiede se faremo la fine di Valdobbiadene. L’Alpago era l’unico posto rimasto incontaminato”.

 

Lei si è rivolta al gruppo ambientalista delle Mamme di Revine Lago, perché “qui si sta lamentando tanta gente”. L’obiettivo è quello di chiedere una riforma del regolamento di polizia rurale, che metta dei paletti all’uso della chimica in agricoltura. Per lei, ma anche per tutti gli abitanti di quel territorio.

 



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