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24 giugno 2019

Agenda

L'abisso.

Centorizzonti 2019 Plusvalore

Spettacolo - Teatro - Cinema

quando 17/03/2019
orario Dalle 18:00 alle 19:30
dove Caerano San Marco
Teatro Maffioli, Via Montello 61 - Caerano di San Marco
prezzo euro 13,00 intero - euro 10,00 ridotto
info tel. 371 192 6476 (martedì 9.30 – 13.00 e dal mercoledì al venerdì 15.00 - 18.30); tel 340. 9446568 (sabato e giorni di spettacolo)
organizzazione Echidna
sito web https://goo.gl/nZ2xaX

Come raccontare la tragedia di Lampedusa senza spettacolarizzazione, ma con capacità di analisi e prospettiva, senza sottovalutare l’impatto delle conseguenze? Se lo è chiesto di fronte agli sbarchi dei migranti Davide Enia*, drammaturgo, attore e romanziere palermitano che nell’ambito di Centorizzonti 2019 Plusvalore domenica 17 marzo alle 18.00 sarà al Teatro Maffioli di Villa Benzi Zecchini a Caerano San Marco, Treviso, con L’abisso.

Il progetto culturale Centorizzonti 2019 Plusvalore, che coinvolge tre teatri trevigiani (Teatro Maffioli di Villa Benzi Zecchini a Caerano di San Marco, Teatro Duse di Asolo e Teatro Ex Collegio Santa Maria Bambina di Crespano del Grappa) dell’omonima rete di Comuni, ideato dall’associazione culturale Echidna e condiviso con la Regione Veneto, propone questa volta uno spettacolo che affronta un tema di scottante attualità e che impone una riflessione consapevole e condivisa. Quello di Enia è un prezioso ritorno a Centorizzonti, nell’ambito del quale propose nel 2009 il suo magnifico I capitoli dell’infanzia, destinatario dei più importanti premi del teatro italiano.

Dopo anni trascorsi a Lampedusa a recuperare testimonianze dirette, Enia ha scritto Appunti per un naufragio pubblicato da Sellerio nel 2017 (Premio Anima Letteratura 2017, Premio SuperMondello e Mondello Giovani 2018), dal quale ha poi tratto lo spettacolo L’abisso, con musiche composte ed eseguite da Giulio Barocchieri (produzione Teatro di Roma - Teatro Nazionale, Teatro Biondo di Palermo, Accademia Perduta/Romagna Teatri). Con il gesto, il canto, il cunto, si fronteggia la difficoltà di raccontare il tempo presente nel momento della crisi, tra sbarchi e annegamenti nel Mediterraneo, metafore di un naufragio personale e collettivo.

È un’isola in cui gli elementi ti piombano addosso senza che nulla glielo impedisca. Non esistono ripari. Si è trafitti dall’ambiente, attraversati dalla luce e dal vento. Nessuna difesa è possibile”, scrive Enia nelle prime pagine del suo romanzo parlando di Lampedusa. Negli ultimi tempi Lampedusa, oltre ad attrarre un gran numero di giornalisti e politici che si dedicano alle varie emergenze, viene posta al centro di diverse narrazioni: è grande il desiderio di raccontare cosa sta veramente accadendo in questo pezzo di Italia che, dal punto di vista geologico è Africa, e che, per molti africani, è la terra promessa e per molti altri una tomba. Enia sceglie di tornare a Lampedusa (isola in cui era stato in vacanza varie volte, la prima da ragazzo con gli amici, scappando via per il caldo, la fame, la mancanza di discoteche) con suo padre, cardiologo in pensione e fotografo per passione. Raccoglie esperienze di vita vissuta dagli isolani a contatto con la sofferenza e la morte.

Il primo sbarco - racconta - l’ho visto a Lampedusa assieme a mio padre. Approdarono al molo in tantissimi, ragazzi e bambine, per lo più. Io era senza parole. Era la Storia quella che ci era accaduta davanti. La Storia che si studia nei libri e che riempie le pellicole dei film e dei documentari”.

 

 

Ne L’abisso si usano i linguaggi propri del teatro (il gesto, il canto, il cunto) per affrontare il mosaico di questo tempo presente. Quanto sta accadendo a Lampedusa non è soltanto il punto di incontro tra geografie e

culture differenti, è davvero un ponte tra periodi storici diversi, il mondo come l’abbiamo conosciuto fino a oggi e quello che potrà essere domani. Sta già cambiando tutto e sta cambiando da più di un quarto di secolo.

 

Contro ogni spettacolarizzazione, lo spettacolo privilegia lo stile asciutto: parole, gesti, note, ritmi, cunto devono risultare essenziali, irrinunciabili, necessari alla costruzione del movimento interno. Questo ha determinato il carattere performativo del lavoro in scena, in cui si riproietta se stessi nel preciso stato emotivo che ha generato tutto, immergendosi dentro quell’esatta condizione del sentimento, in un loop che si ripete replica dopo replica, in un ritorno continuo che non ha esito se non il suo essere rivissuto, parola dopo parola, gesto dopo gesto, suono dopo suono, trauma dopo trauma, cunto dopo cunto.

 

Il programma di Centorizzonti 2019 Plusvalore proseguirà giovedì 21 marzo alle 21.00 al Teatro Ex Collegio Santa Maria Bambina di Crespano del Grappa, dove andrà in scena “In nome del padre” di e con Mario Perrotta (consulenza alla drammaturgia di Massimo Recalcati). Nel corpo di un solo attore prenderanno vita tre padri, diversissimi tra loro per estrazione sociale, provenienza geografica, condizione lavorativa. Tutti e tre sono di fronte a un muro: la sponda del divano che li separa dal figlio, ognuno il suo.

 

*Davide Enia nasce a Palermo il 2 aprile 1974. Autore e interprete di Italia-Brasile 3 a 2, Scanna, I capitoli dell’infanzia. Per Radio Rai Due realizza il radiodramma Rembò. Ha pubblicato anche i romanzi Così in terra (2012) e Uomini e pecore (2014), maggio ’43 (2013) e Appunti per un naufragio (2017).

 

Biglietti: 13,00 € intero e 10,00 € ridotto

Riduzioni: per residenti nei Comuni che aderiscono alla rete Centorizzonti, giovani fino ai 25 e adulti dai 70, accompagnatori disabili, iscritti alle Biblioteche comunali della rete Centorizzonti, iscritti Bel-Vedere Lab, soci COOPAlleanza 3.0.

Informazioni e prenotazioni: Echidna associazione culturale, tel. 371 192 6476 (martedì 9.30 – 13.00 e dal mercoledì al venerdì 15.00 - 18.30); tel 340. 9446568 (sabato e giorni di spettacolo); www.echidnacultura.it
Fondazione Villa Benzi Zecchini, tel. 0423 650509, www.villabenzizecchini.it 


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