14 dicembre 2019

Vittorio Veneto

"Basta burocrazia e solita vecchia politica, Vittorio Veneto deve rinascere"

L'appello dell'associazione "Vittorio Veneto Viva" per un nuovo raggruppamento elettorale

Roberto Silvestrin | commenti |

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VITTORIO VENETO - Vittorio Veneto deve rinascere. Senza più burocrazia e con una riorganizzazione complessiva della città. E’ questo l’appello dell’associazione “Vittorio Veneto Viva”, fondata da Ottavio Pasquotti, che si è fatto promotore del nuovo manifesto lanciato per le prossime amministrative.

 

L’obiettivo è quello di creare una grande lista in grado di convogliare tutte le “forze del cambiamento”. Nessuna preclusione però a partiti o a forze politiche già esistenti: come ha spiegato Pasquotti, la nuova forza in campo “è aperta a tutti”. Una cosa va però specificata: “Vittorio Veneto Viva” non diventerà una lista civica e al momento non ha nessun candidato sindaco da sponsorizzare.

 

La figura ideale, per citare Pasquotti, sarebbe comunque quella di un “Carlo Calenda vittoriese”. In sostanza, quindi, l’associazione lancia l'appello per un raggruppamento di liste per mettere insieme “quelli che vogliono cambiare”. Il panorama delineato da quelli dell’associazione, per la città, non è dei più lusinghieri.

 

“Crisi in vari settori economici e sociali”, si legge nel manifesto, “calo demografico”, “scomparsa di quasi tutti i servizi di interesse comunale e sovracomunale a favore di comuni limitrofi ed in particolare di Conegliano”, “declino culturale e di identità”, “una città dormitorio dalla quale i giovani fuggono”. Per una rinascita quindi – questo il senso dell’appello – sono necessari la discontinuità politica e un “radicale cambio di passo” rispetto a “quanto e quanti in questi anni hanno contribuito a questo declino”.

 

“Prioritario amministrare il comune in modo trasparente e non clientelare, seguendo il metodo della competenza e del merito nella scelta delle persone, nella valutazione del loro operato e privilegiando l’ascolto ed il confronto con i vittoriesi”, si legge nel manifesto. Una nuova aggregazione elettorale, quindi, fuori “dall’ormai stucchevole e inconcludente rispetto degli schieramenti di partito nazionali e/o locali. Basta con una città ostaggio di equilibri ed interessi di altri livelli amministrativi e di decisioni prese altrove”.

 



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Roberto Silvestrin

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