14 dicembre 2019

Conegliano

"All'ex Zanussi piantiamoci la canapa, magari poi..."

L'ironia del consigliere Pd Gianelloni sui progetti di agricoltura urbana all'ex fabbrica

Roberto Silvestrin | commenti |

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CONEGLIANO - Nell’area ex Zanussi potrebbero arrivare orti e piantagioni, grazie ai progetti presentati nell’ambito del bando “UrbanFarm 2019”. C’è chi però – con tanta ironia – ha proposto ben altro tipo di piantumazioni: “Che ne dite: potremmo piantare canapa, che ha forti poteri disinquinanti; magari poi ce la fumiamo e stiamo tutti più contenti”.

 

La proposta – si tratta chiaramente di una provocazione – viene dal consigliere Pd Isabella Gianelloni, attraverso il proprio blog. Malcontento nell’ambiente dem dopo gli annunci di sabato sul futuro dell’ex sito industriale. “A mancare sono le idee di chi quell'area dovrebbe amministrarla, anche perché di sicuro un record lo abbiamo: quello dei concorsi di idee lasciate poi, come ovvio, nei cassetti e condannate al dimenticatoio”, continua il consigliere.

 

I progetti del bando promosso dalle università di Firenze e Bologna hanno come filo conduttore l’agricoltura urbana: l’ex Zanussi potrebbe quindi diventare, in futuro, un polo dove fare agricoltura in centro città, magari con orti, piantagioni, un mercato per la vendita diretta dei prodotti e un parco verde. “Adesso, meraviglia delle meraviglie, salta fuori che potremmo trasformare l'area Zanussi in campagna, centro per il famoso food, per produrre e vendere cibo. Dove parcheggiamo le auto? Facciamo un autodromo intorno alle culiere di fagioli e patate?”, scherza Gianelloni.

 

L’esponente Pd ha richiamato anche la questione del Put (Piano Urbano del Traffico), che dovrebbe rivoluzionare l’assetto della città. “Abbiamo scoperto che il Put è diventato un Puf, un piano urbano fantasma – scrive Gianelloni –, e che quindi piazze, piste ciclabili, viabilità possono aspettare”.

 

A Gianelloni ha fatto eco, via Facebook, anche il capogruppo Pd Alessandro Bortoluzzi: “Ma nessuno si chiede cosa ha bisogno la città? Di orti? Torniamo alla pastorizia? Come la ripaghiamo l'area, vendendo radicchio? Temo che si stia perdendo altro tempo prezioso”.

 



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Roberto Silvestrin

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