12 novembre 2019

Treviso

Django sfida il Comune e fa l'assemblea all'ex Piave

L'amministrazione aveva avvertito Open Piave: "La convenzione va rispettata o valuteremo la revoca"

Isabella Loschi | commenti |

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TREVISO - L’assemblea di ieri sera al centro sociale Django ha visto la partecipazione di circa 200 persone che si sono strette nei locali dell’osteria all’interno dell’ex caserma Piave, nonostante il Comune avesse sottolineato, con una diffida, che l’assemblea poteva essere fatta solo all’aperto perché i locali dell’immobile sono, di fatto, “inagibili”.

Nonostante il freddo pungente tantissime persone, alcune costrette a rimanere anche fuori, hanno raggiunto via Monterumici per esprime la propria solidarietà e vicinanza a Django.

Continua dunque la sfida tra centro sociale e amministrazione comune che ha già pronta un’altra multa. “Le convenzioni vanno rispettate - aveva detto il sindaco Conte - E se non ci sono le condizioni, la convenzione con Open Piave , (l’associazione che rappresenta tutti i gruppi, tra cui il collettivo Ztl, e gestisce gli spazi dell’ ex caserma) verrà revocata. A me non interessa quello che fa Django - ha ribadito Conte - il mio unico interlocutore è il presidente di Open Piave, Giovanna Quarto, responsabile di tutto ciò che si svolge dentro alla Piave. A lei ho scritto e chiesto di far rispettare quanto previsto dalla convenzione”.

Intanto i rappresentati di Django rispondono al Comune: “Cara amministrazione te l’avevamo detto che siamo molto più di un concerto, siamo qui in tantissimi e tantissime per ribadire che Django c’è e deve rimanere. Lo stiamo dimostrando ora che cos’è un centro sociale, una collettività che costruisce percorsi e reti solidali tutti insieme. E gli spazi che utilizziamo alla Piave non sono inagibili”.

 



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Isabella Loschi

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